Coronavirus, Solisti Veneti suggeriscono proposte d'ascolto

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Padova, 12 mar. (askanews) - In questi giorni di responsabile isolamento da più parti arrivano intelligenti inviti alla lettura. Impiegare il proprio tempo nelle lunghe giornate, adesso sganciate dalla socialità, trova nella cultura un serbatoio inesauribile al quale attingere a piene mani, spaziando dall'arte alla letteratura, e perché no? Anche attingendo al vastissimo e meraviglioso universo musicale. Complice la rete che sui canali social offre la possibilità di ascoltarla gratuitamente.

L'Orchestra de "i Solisti Veneti" ha fatto della musica la propria profonda ragione di vita, e anche in questo momento di emergenza, vuole condividere questa passione. Si può fare anche a distanza.

Sperando di tornare prima possibile a esibirsi, suonando supportati dall'amore e dal calore del pubblico, i due direttori dei Solisti Veneti, il Maestro Giuliano Carella che dirige le esecuzioni dell'orchestra e Clementine Hoogendoorn Scimone, che dei Solisti è oggi il direttore artistico, propongono un percorso all'ascolto con una selezione scelta di brani.

Per chi ha già dimestichezza con la musica classica o per chi, in questo ambito musicale, sta muovendo i suoi primi passi. Perché, come scrisse il genio di tutti i tempi, grandissimo Johann Sebastian Bach: "La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori".

Il Direttore d'orchestra Giuliano Carella, ora a Stoccarda, propone: "Tre consigli di ascolto in questi giorni di forzato riposo possono essere sicuramente Gioachino Rossini, per ritrovare il giusto spirito e quell'indispensabile senso di elegante ironia che ci deve sempre accompagnare. E allora suggerisco di riascoltare L'Italiana in Algeri nella storica e stupenda versione di Marylin Horne diretta da Claudio Scimone. Poi, visto che è l'anno Tartiniano - quest'anno ne celebriamo il 250º della morte - padre ispiratore della nostra Orchestra, amatissimo da Claudio Scimone e che tanta importanza avrà nell'attività dei Solisti Veneti del prossimo Veneto Festival, di andare a riascoltare con calma l'incredibile bellezza di uno dei Concerti per Violino composti dal Maestro delle Nazioni. Io suggerisco il magnifico Concerto D96, che chiude con uno dei più bei movimenti lenti che io conosca. Poi un attimo di riflessione e di ricerca interiore, per trovare dentro di noi la forza della speranza e della fede, e allora suggerisco, a chi ancora non lo conosce, Arvo Pärt e le sue Silouan's Songs per Archi. Il compositore estone, esordì utilizzando un linguaggio contemporaneo, mescolando la dodecafonia e il collage. Ben presto la sua ricerca lo portò a diventare il massimo esponente del minimalismo sacro. La sua musica, profondamente mistica e ispirata, conforta l'anima con la vicinanza del divino".