Coronavirus, sos a Tribunale Roma: magistrati sollecitano misure

Rcc/Com

Roma, 13 mar. (askanews) - Mobilitazione dei magistrati romani che lamentano la mancata attuazione finora soprattutto nei processi civili collegiali ad alto rischio contagio delle procedure alternative alle udienze in presenza, consentite dalle disposizioni governative per l'emergenza Coronavirus e messe in pratica dagli avvocati che non partecipano ormai più ad udienze. Ma che invece non sono ancora in vigore per le toghe, nonostante la possibilità legislativa raccomandata di udienze e processi telematici. Per di più, lamentano le toghe romane con una presa di posizione dell'Anm territoriale, senza adozione di misure precauzionali minime per le finora confermate udienze collegiali in presenza: mascherine e sanificazione aule e uffici giudiziari.

"La Giunta distrettuale Anm di Roma e Lazio - si legge in un dcoumento delle toghe romane - segue con attenzione e preoccupazione le notizie relative all'evolversi del situazione epidemiologica a Roma e nel Lazio. E conferma che intende con senso di responsabilità continuare a dare ogni contributo utile a garantire l'ordinato svolgimento dell'attività giudiziaria, nell'interesse dei cittadini e compatibilmente con il rispetto delle condizioni di sicurezza necessarie a tutelare la salute di tutti gli operatori coinvolti (magistrati, personale amministrativo, avvocati, parti)".

"A tal fine", tuttavia, "sollecita il celere e indifferibile svolgimento delle operazioni di sanificazione degli ambienti giudiziari, già più volte richieste anche per le vie brevi, e la dotazione dei presidi sanitari quali detergenti, mascherine e guanti". E "rappresenta l'esigenza che, così come raccomandato dal Csm nelle linee guida, vengano adottate dai capi degli uffici le disposizioni per la trattazione degli affari con le modalità straordinarie previste dal DL n. 11 dell'8 marzo 2020". E cioè "in particolare che per il penale vengano assicurati i collegamenti a distanza quantomeno per le udienze di convalida e per i procedimenti con detenuti". E per il civile, si associa alla raccomandazione contenuta al punto 6 della delibera adottata l'11 marzo 2020 del CSM perché nell'immediato si privilegino le modalità della cd udienza cartolare di cui alla lett. h) dell'art. 2 c. 2 DL citato, che concretamente garantisce il contraddittorio delle parti e la tempestiva trattazione dei procedimenti e supera le difficoltà attuative per la celebrazione delle udienze da remoto dovute alla carenza di disponibilità informatiche e telematiche".