Coronavirus in Spagna, paura ad Alava: “Peggio della Lombardia”

Coronavirus in Spagna

In una Regione della Spagna il tasso d’incidenza di Coronavirus è più alto della Lombardia. Qui però, in un primo momento, il governo ha deciso di non avviare la quarantena (come invece è accaduto nella Penisola), lasciando aperti i confini. La Regione è quella di Alava nei Paesi Baschi, in Spagna, dove, nella giornata del 10 marzo, il governo ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia. La provincia conta circa 320 mila persone e i casi di persone trovate positive ai tamponi sono 122. I numeri non devono ingannare: si parla di circa 37 casi per ogni 100mila abitanti. In Lombardia, la Regione italiana più in difficoltà, al contrario, il tasso d’incidenza del virus è di 34 casi per 100mila abitanti.

Coronavirus in Spagna, paura ad Alava

Tra le due regioni ci sono ovviamente molte differenze. Innanzitutto il numero dei morti, che in Lombardia è più alto. Inoltre i focolai nel territorio spagnolo sono ristretti a tre posti. Come scrive El Pais, il primo è l’ospedale di Txagorritxu a Vitoria. Qui è però rimasto colpito il personale sanitario. Il secondo è la residenza Sanitas San Martín, anch’essa nella capitale. Il terzo focolaio si è sviluppato in seguito a un funerale tenuto due settimane fa a Vitoria ed è il più temibile: sono state contagiate circa 150 persone. Questo caso tuttavia dimostra la pericolosità del virus, che si muove velocemente.

Anche il Governo basco ha dunque deciso – a partire dal 9 marzo – di introdurre misure straordinarie. Le scuole sono state chiuse per due settimane. Sono state imposte anche altre misure di quarantena. Queste riguardano un centinaio di professionisti in ambito sanitario e nella residenza Sanitas.

Misure straordinarie sono state prese anche a Madrid, la provincia con il maggior numero di infetti (577) in termini assoluti. Tutte le istituzioni educative sono state chiuse. Anche nella capitale spagnola, come a Vitoria e Labastida, il Governo ha invitato i cittadini a lavorare da remoto e a ridurre la mobilità personale il più possibile.