Coronavirus spaventa i mercati. Piazza Affari in picchiata, sale lo spread

(Photo: Spencer Platt via Getty Images)

Giornata pesantissima per Piazza Affari: sull’effetto Coronavirus, che ha coinvolto anche le altre Borse europee, l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 5,43% a 23.427 punti, l’Ftse All share in ribasso del 5,51% a quota 25.431.  La seduta drammatica di Piazza Affari ha causato una riduzione della capitalizzazione del paniere dei titoli principali della Borsa di Milano (indice Ftse Mib) di 30 miliardi di euro.  La diffusione del coronavirus nel Nord Italia fa volare lo spread Btp-Bund a 145 punti base in chiusura, dai 134 di venerdì scorso. Il rendimento per il decennale italiano è allo 0,96%

La paura per un’escalation del coronavirus fuori dalla Cina affossa le Borse europee e in particolare Milano, con l’Italia percepita come l’epicentro del contagio in Europa. L’indice Eurostoxx 600 ha perso il 3,84%. Londra arretra del 3,34% a 7.146 punti. Francoforte cede il 4,01% a 13.035 punti e Parigi il 3,94% a 5.791 punti. Anche Wall Street in picchiata, con perdite intorno al 3%.

Il G20 ha provato a rassicurare dicendosi pronto ad agire con misure congiunte per limitare l’impatto economico del virus, ma ha ammesso che l’epidemia è il maggiore rischio al ribasso per l’economia mondiale. Un impatto che sull’economia italiana potrebbe essere di oltre lo 0,2% del Pil, secondo il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Le ultime previsioni del Governo dell’inverno scorso guardavano a un +0,6% per il 2020.

Le Borse asiatiche hanno vissuto una seduta molto difficile. La Borsa di Seul ha chiuso con una perdita del 3,87%, con la Corea del Sud spaventata dai tanti casi di contagio. Il Governo ha chiesto a coloro che hanno la febbre o problemi respiratori di rimanere a casa e di non recarsi a scuola o al lavoro. Le Borse cinesi chiudono la seduta contrastate, nel mezzo di segnali positivi sull’evoluzione dell’ epidemia: a Shanghai l’azionario cede lo 0,28%, a Shenzhen guadagna invece l′1,36%.

Oro in volata sui mercati asiatici. Il diffondersi del coronavirus, i cui rischi sono stati riconosciuti anche dal G20, hanno spinto il metallo prezioso con consegna immediata a 1.678,58 dollari l’oncia, il massimo degli ultimi sette anni. Crollano invece i prezzi del petrolio: Il Brent, il greggio di riferimento europeo, ha perso il 3,3 per cento scendendo a 56,60 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate americano è arretrato del 3 per cento a 51,77 dollari al barile.

Misiani: “In arrivo un decreto Crescita”. “Stiamo monitorando attentamente l’evoluzione della congiuntura economica in relazione a quello che sta accadendo: è evidente che se questi dati venissero confermati sarà necessario adottare delle misure più significative, anche attraverso un decreto crescita che potrebbe a questo punto essere adottato a ridosso della presentazione del Def”. Lo afferma il viceministro dell’Economia Antonio Misiani in un’intervista a Circo Massimo, su Radio Capital. “Se c’è una cosa che dobbiamo evitare in questa fase”, aggiunge, ”è la prosecuzione di tensioni commerciali che hanno già ridotto la crescita dell’economia nel 2019 e minacciano di farlo anche nel 2020″.  Il ministro Stefano Patuanelli ha convocato domani, alle ore 16 presso il Mise, i rappresentanti di Confindustria, R.e te. Imprese, Alleanza Cooperative Italiane e Confapi per un confronto sulle misure da adottare per fronteggiare le conseguenze derivanti dal Coronavirus sul sistema produttivo del Paese.

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