Coronavirus, Speranza alla cerimonia per la IX edizione del Premio letterario Angelo Zanibelli

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’andamento della pandemia da coronavirus e al recente incremento della curva dei contagi.

Covid, Speranza: “Guai a pensare che la battaglia sia vinta e ad abbassare la guardia”

Nella giornata di martedì 9 novembre, il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto in occasione della cerimonia di premiazione della IX edizione del Premio letterario Angelo Zanibelli “La parola che cura”.

Nel corso della cerimonia, organizzata presso l’Ambasciata di Francia che ha sede a Roma, il ministro Speranza ha espresso alcune considerazioni sull’andamento della pandemia Covid e sul tema della salute.

In particolare, il politico ha rivolto ai presenti il seguente monito: “Guai a pensare che la battaglia sia vinta, guai ad abbassare la guardia”.

Covid, Speranza: “L’Oms segnala ancora la necessità di una grande attenzione”

L’intervento del ministro della Salute, poi, si è concentrato sulle ultime direttive diffuse dall’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), sottolineando: “L’Oms in queste ore segnala ancora la necessità di una grande attenzione, preannuncia mesi ancora tutt’altro che semplici, ma abbiamo più forza e questa forza ci è arrivata prima di tutto dalla scienza che ci ha messo nelle condizioni di avere un vaccino efficace e sicuro, che come dimostrano studi che arrivano da tutto il mondo, è l’arma vera per chiudere una stagione difficile – e ha aggiunto –. Dobbiamo quindi insistere sulla campagna di vaccinazione che sta avendo nel nostro Paese risultati straordinari: al momento, noi abbiamo numeri tra i migliori nel mondo“.

Covid, Speranza: “La salute non può essere considerato un tema nazionale”

Infine, il ministro Roberto Speranza ha voluto ricordare una delle più importanti lezioni imparate dalla drammatica esperienza della pandemia, spiegando: “Una delle vere lezioni che questa stagione pandemica, così difficile, ci lascia è quella che abbiamo bisogno di collaborare di più a livello internazionale, perchéla salute non può essere considerato un tema nazionale. Questo è sempre più evidente. Dobbiamo spenderci per una maggiore coesione, per una maggiore condivisione a livello europeo. Condivido l’opinione di Ursula von der Leyen di lavorare per l’Unione europea della Salute. Credo che, in una relazione positiva importante tra Italia e Francia, questo sia sicuramente più facile e veloce da attuarsi”.

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