Coronavirus, Speranza: prima salute, poi economia e diplomazia -2-

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Bruxelles, 13 feb. (askanews) - Il ministro della Salute ha poi spiegato che l'Italia non è l'unico paese ad aver bloccato i voli con la Cina: "In realtà non siamo gli unici, ci sono anche altri paesi che hanno misure simili: per esempio la Repubblica ceca; e di qui a qualche ora anche la Grecia non avrà più collegamenti diretti".

"Io penso - ha osservato Speranza - che sia una misura giusta, la rivendichiamo perché pensiamo che abbia consentito al nostro paese di essere più sicuro. Prima della chiusura dei voli - ha spiegato - l'Italia aveva 25 voli diretti su Malpensa e 35 su Roma Fiumicino" alla settimana. "Ogni volo aveva circa 200 passeggeri. Questo significava 12.000 persone in arrivo, con un rischio molto significativo. Quindi la nostra scelta ha oggettivamente ridotto molto questi numeri".

"Gli altri grandi paesi - ha aggiunto il ministro - avevano delle compagnie aeree nazionali che oggi non fanno più quei voli. Quindi sono riusciti a ridurre comunque in maniera significativa quei numeri attraverso le scelte di quelle compagnie. E' chiaro che nel momento in cui in Gran Bretagna British Airways e Virgin non volano più", e in Francia "nel momento in cui Air France non vola più, c'è lo stesso effetto che c'è in Italia. E la stessa cosa vale per la Germania".

"Io - ha riferito Speranza - ho molto insistito perché si facesse questa riunione" del Consiglio Ue. "Oggi noi rivendichiamo un risultato importante per l'Italia perché grazie alla nostra richiesta formale tutti i ministri hanno discusso su un tema che è importante. La nostra linea è e resta sempre la stessa. Nessun allarmismo, non ha senso; ma tenere l'asticella dell'attenzione molto, molto alta: questa è la direzione di marcia del nostro governo. E io - ha insistito il ministro - rivendico il fatto che in questo momento l'Italia è il paese in Europa che ha il più alto livello di salvaguardia".

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Speranza ha poi chiarito che "in questo momento non ci sono ragioni per ridurre la libertà di circolazione a livello europeo, fra i paesi dell'Ue", anche se, ha aggiunto, "adatteremo tutte le misure all'evoluzione di questa vicenda".

Infine, quanto ai rischi per gli approvvigionamenti di medicinali e di materiale protettivo per i paesi Ue, a seguito di un eventuale prolungamento ed estensione dell'epidemia, il ministro ha affermato: "Io non credo che ci siano questi rischi, ma è chiaro che anche su questo bisogna mantenere molto alto il livello di attenzione", e questo, ha concluso, "è stato uno dei temi su cui si è discusso" durante la riunione del Consiglio.