Coronavirus, stop a colloqui: rivolta nel carcere di Salerno

coronavirus

Secondo quanto riportato dall’Ansa, nel carcere di Salerno sarebbe scoppiata una rivolta da parte di oltre 200 detenuti in seguito alla decisione presa dalla Procura di sospendere i colloqui per via del coronavirus. Danni a un piano della struttura.

Coronavirus, stop a colloqui in carcere

L’emergenza Coronavirus sta colpendo tutte le realtà presenti sul territorio, comprese anche le carceri. Il sovraffollamento è un tema che da anni preoccupa il governo e proprio per questo motivo, si è deciso di limiatre l’affollamento dei luoghi carcerari sospendendo i colloqui e le visite da parte di parenti e amici.

Una scelta non condivisa da più di un centinaio di detenuti del carcere di Salerno che secondo quanto riporta l’Ansa vrebbero messo in atto una vera e propria rivolta: dopo essersi procurati spranghe di ferro dalle brande, i detenuti sono riusciti a raggiungere il tetto del carcere, presediato dalle forze dell’Ordine e sotto l’occhio vigile di un elicottero che costantemente perlustra la zona dall’alto. Qui avrebbero creato notevoliu danni alla struttura.

Altre proteste simili

La rivolta è stata subito sedata grazie anche ai rinforzi da parte della polizia locale, del comandante provinciale e del questore. Secondo quanto dice il presidente dell’Uspp Ciro Auricchio, si sono registrate oggi anche nell’istituto penitenziario di Carinola e nel carcere napoletano di Poggioreale. “La rivolta nel carcere di Salerno-spiega Auricchio– è dovuta alle restrizioni ai colloqui imposte con decreto odierno dal Governo per far fronte all’imminente rischio di diffusione del nuovo coronavirus nelle carceri

Appena l’emergenza sarà rientrata – conclude – chiediamo di intervenire immediatamente per un un’incremento della dotazione organica del carcere salernitano ed un potenziamento delle risorse stanziate per un efficientamento degli impianti e degli strumenti di difesa passiva.