Coronavirus, studio legale da via all'avvocato a domicilio

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Roma, 5 mar. (askanews) - Il Coronavirus sta impattando sulle relazioni lavorative e professionali, cambiando radicalmente i vincoli tradizionali del rapporto di lavoro ed incidendo anche sui rapporti commerciali inerenti le imprese e le società operanti nei più svariati settori. Svariati studi legali in tutto il mondo stanno incontrando delle difficoltà nell'operare le proprie mansioni, con gran parte del personale che giocoforza è costretto a lavorare in remoto. In questo contesto, uno dei più prestigiosi Studi Legali Internazionali con sede principale a Roma, guidato dal professore avvocato Paolo Zagami, ha già avviato una task force h24 per assistere i propri clienti e facilitare il lavoro dei propri collaboratori.

L'Avvocato Zagami ha dunque evidenziato "un decalogo di regole necessarie per adeguarsi a questa imprevista situazione di emergenza, non solo sanitaria ma anche economica". A tal proposito lo Studio Legale Internazionale Zagamilaw ha predisposto queste dieci azioni, dando vita a un modello replicabile anche dagli altri studi legali: 1) potenziamento degli strumenti informatici di comunicazione a distanza, in particolare il collegamento in video-conference; 2) la possibilità di un "avvocato a domicilio" per gli assistiti che non vogliono effettuare spostamenti; 3) assicurare ai clienti stranieri una assistenza attiva 24 ore su 24 ore con un numero di telefono dedicato; 4) liberalizzare lo smart working, garantendo ai collaboratori la possibilità di lavorare da casa per quanto possibile; 5) rafforzare il livello di privacy in coerenza con il nuovo "General Data Protection Regulation"; 6) aprire uno speciale dipartimento dedicato alla risoluzione delle problematiche concernenti i tanti contratti adesso rimessi in discussione per causa di "forza maggiore"; 7) effettuare analisi e studi concernenti le normative di import-export che ora devono essere necessariamente riconsiderate; 8) riprogrammare per ragioni di sicurezza conferenze e seminari già fissati da tempo; 9) attivare un canale specifico con gli uffici italiani competenti, inerente la sospensione del pagamento di alcune utenze, tasse e rate di mutuo; 10) intensificare i propri contatti con le ambasciate straniere interessate ad avere notizie più affidabili circa la reale situazione sanitaria, giuridica ed economica dell'Italia.