Coronavirus, su Twitter lanciato l’hashtag contro il razzismo

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Coronavirus, non si arginano le conseguenze. Registrati episodi di razzismo nei confronti di molti cittadini cinesi, vittime d’essere nativi del Paese da dove si è diffusa l’epidemia. L’hashtag lanciato su Twitter per combattere il pregiudizio.

L’hashtag contro il razzismo

Le conseguenze del Coronavirus continuano a farsi sentire, e non solo per il numero crescente d’infettati e morti. La nuova patologia, purtroppo, si sta diffondendo anche grazie al fattore dell’ignoranza, sempre troppo sottovalutato in queste situazioni. Il Coronavirus sta rendendo difficile la vita a milioni di cittadini cinesi sani sparsi in tutto il mondo, per via del razzismo. Tra diffidenza e sguardi torvi, insulti e affermazioni senza fondamento, c’è chi finalmente ha deciso di replicare. E’ il caso d’un giovane cino-francese, che su Twitter ha lanciato l’hashtag #jenesuispasunvirus, ovvero “io non sono un virus”. Questo è lo slogan scelto da Lou Chengwang, che su Twitter non si risparmia: “Sono cinese, ma non sono un virus. Tutti hanno paura della malattia, ma non dei pregiudizi”. Un appello apparso online da lunedì 28 gennaio, capace di raggiungere migliaia di persone in poco tempo, le quali hanno supportato il gesto di Lou manifestando solidarietà nei suoi confronti e in quelli di tutti i cinesi.

Battaglia etica

Una battaglia etica dove molte persone si sono sentite coinvolte, cercando di arginare l’ondata di paura che sta ormai travolgendo tutto il mondo e che ha creato in poco tempo una vera e propria psicosi. Aperte manifestazioni di razzismo hanno investito non solo cinesi, ma anche tutte le persone di origine asiatica. In Francia, o come in Italia, dove l’episodio di Cesano Boscone ha fatto molto discutere. Un attacco, quello nei confronti dell’artista Wang Juanni, che l’ha investita nel personale e dove l’artista cinese residente in Italia da anni ha commentato: “I miei occhi a mandorla, ora, fanno paura”. Per quanto sia difficile, combattere il pregiudizio non è impossibile. Sconfiggerlo è duro, ma sia sul web che nella realtà odierna, è un impegno che deve essere compiuto quotidianamente. In questo caso, l’hashtag scelto da Lou Chengwang, è molto simile a quello scelto qualche anno fa #jesuisCharlie, che ebbe molta fortuna nei social diffondendosi a macchia d’olio. Anche qui, un semplice messaggio lanciato nel mare del web, dimostra come le persone possano riunirsi in un momento d’emergenza planetaria, dove però l’ignoranza rappresenta ancora il male peggiore da sconfiggere.