Coronavirus Sud Italia, Ilaria Capua: “Gli ospedali devono essere pronti”

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Il coronavirus, secondo la virologa italiana Ilaria Capua, arriverà anche nel Sud Italia e “gli ospedali devono essere pronti” per l’emergenza. Commentando la diffusione dei contagi a PiazzaPulita su La7, Capua avverte: “Quello che è successo nel Nord deve servire per informare gli ospedali e le strutture sanitarie del Sud e per prepararsi perché ogni giorno che perdiamo è un giorno in cui bruciamo milioni“. Ma dall’ospedale Cotugno di Napoli, l’infettivologo Rodolfo Punzi lancia un allarme: “Siamo indietro. Non abbiamo le strutture della Lombardia”.

Coronavirus Sud Italia: gli ospedali

Se i numeri di contagio da coronavirus registrati al Nord dovessero raggiungere anche il Sud Italia la situazione potrebbe peggiorare: Ilaria Capua ribadisce la necessità del contenimento. “Si tratta di rallentare il contagio – ha detto la virologa su La7 -, mettere insieme strumenti che un po’ per volta possano frenare il numero di pazienti che finiscono in ospedale”. Esistono, ha poi proseguito, degli ospedali che risultano vuoti, mentre in altri la situazione è in sovraccarico.

Pur non dubitando dell’efficienza del Sistema Sanitario Italiano, Capua ha avvertito che il contagio si espanderà anche nel Mezzogiorno e raggiungerà persino il Sud della penisola. “Quello che è successo nel Nord – ha sottolineato la virologa – deve servire per informare gli ospedali e le strutture sanitarie del Sud e per prepararsi”.

Gli ospedali nel Sud Italia

L’infettivologo Rodolfo Punzi, dell’ospedale Cotugno di Napoli, ha avvisato che le strutture del meridione sono in fermento e si stanno preparando. “Stiamo per aprire una struttura nuova di 100 letti – ha specificato l’infettivologo -, accanto al Cotugno che ha attualmente 40 posti riservati al coronavirus. Questo secondo numero però può crescere ancora”. “Siamo pronti – ha proseguito Punzi -, abbiamo affrontato altre grandi sfide, come il colera. La situazione attuale è di 37 positivi su 600 tamponi fatti”.

Tuttavia, secondo Punzi, ” i numeri al Sud saranno inferiori. A vedere la situazione in Cina in terapia intensiva sono finiti il 5% dei contagiati, i dati lombardi sono più alti rispetto a questa media e non tornano confrontati alle stime cinesi”.