Coronavirus in Toscana, polemiche per le decine di persone in spiaggia

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Nel weekend del 23 e 24 maggio, complice la temperatura particolarmente mite e l’allentamento delle restrizioni della Fase 2, le spiagge della Toscana si sono riempite di decine di bagnanti, che hanno approfittato del momento per concedersi il primo sole della stagione balneare. Le folle immortalate nelle principali località turistiche della regione, dalla Versilia a Livorno passando per la Maremma grossetana, hanno però fatto storcere il naso ai sindaci dei comuni interessati, che hanno rimproverato il comportamento dei cittadini e lamentato l’assenza di adeguate linee guida regionali per la riapertura degli stabilimenti balneari. Nonostante la riapertura però sono pochi gli stabilimenti che sono riusciti a farsi trovare pronti per fine maggio, in Versilia ad esempio soltanto uno su quattro.

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Fase 2, assalto alle spiagge della Toscana

Sono molti infatti i primi cittadini preoccupati per le conseguenze delle folle di bagnanti riversatesi sulle spiagge della Toscana, come ad esempio il sindaco di Livorno Luca Salvetti che in merito a ciò ha commentato: “Sono a Castiglioncello in questo momento e i miei colleghi di Cecina, Rosignano e Bibbona credo abbiano i miei stessi timori. Le spiagge sono prese d’assalto. Purtroppo sindaci e prefetti non hanno la possibilità di controllare il territorio. Una volta dato il via libera alla piena fase 2 l’unica cosa su cui possiamo contare è l’autotutela dei cittadini, il loro senso di responsabilità”.

Ciò che i sindaci lamentano inoltre è la mancanza di apposite linee guida regionali sulla riapertura delle spiagge e degli stabilimenti balneari, protocolli che invece sono ad esempio stati di recenti approvati per la regione Campania lo scorso 22 maggio. Tuttavia, sempre Salvetti ha in seguito precisato: “Anche se le linee guida ci fossero state, non avremmo risorse economiche né personale per schierare 400 persone o steward che vigilino il mare. […] Ho fatto appello su Instagram soprattutto ai giovani, che mi pare si sentano invincibili: pensate ai vostri nonni e ai vostri genitori“.

In mancanza di direttive specifiche per le spiagge, i sindaci della regione sono costretti dunque a rifarsi ai generici protocolli nazionali raccomandando il mantenimento della distanza di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Accorgimenti ribaditi anche dal sindaco di Massa Francesco Persiani sui social: “È consentita l’attività degli stabilimenti balneari nel rispetto delle normative. Al momento, dove non gestiti, i varchi a mare, spiagge libere, spiagge libere attrezzate e arenili, sono permesse esclusivamente attività motorie e sportive e resta vietato posizionare sdraio, ombrelloni, asciugamani”.