Coronavirus, metadone a domicilio per i tossicodipendenti in terapia

Rischio contagio da Coronavirus per tossicodipendenti

L’emergenza Coronavirus tocca tutte le realtà, anche quella difficile dei tossicodipendenti, ad alto rischio contagio per le condizioni in cui vivono la quarantena. Ogni giorno, queste persone combattono contro la dipendenza dalle droghe e diverse associazioni proseguono ad aiutarli, anche se a distanza.

Contagio da Coronavirus fra tossicodipendenti

Uscire dalla tossicodipendenza è un percorso delicato e difficile, per questo è fondamentale non interrompere i contatti con chi sta cercando di guarire. Il fattore che più preoccupa, però, sono le condizioni di vita e abitudini di chi si trova ancora dipendente dalle droghe, e vive per strada, in casa, in strutture occupate abusivamente.

Queste persone sono altamente a rischio contagio, non solo per quanto riguarda il Coronavirus. Una situazione simile è riscontrabile anche nelle comunità di nomadi, che vivono nei campi ai confini delle grandi città italiane: condizioni igieniche precarie, sovraffollamento e pochi controlli li rendono un possibile focolaio del virus.

Sostegno anche a distanza

I centri di assistenza per tossicodipendenti si sono attrezzati per proseguire nel loro servizio, nonostante la difficile situazione. Molte persone però si ritrovano a vivere in quarantena presso il proprio domicilio, ma secondo Massimo Barra, fondatore della Fondazione Villa Maraini di Roma, non sarebbe un pericolo per loro.

“Stiamo parlando di soggetti abituati a vivere in solitaria e sotto stress, un’esistenza sempre in bilico tra la vita e la morte. Mi preoccupano molto di più le persone senza dipendenze”, ha dichiarato. In questa delicata situazione, non tutti i tossicodipendenti possono recarsi presso i centri di supporto, per questo motivo sono attivi anche servizi di assistenza in strada.

Per tutte queste persone, il Servizio per le Tossicodipendenze (SerT) ha attivato la consegna a domicilio di metadone, destinato a chi segue una terapia. I colloqui, presso ogni struttura, sono comunque stati sospesi per limitare al minimo i contatti, ma resta il supporto telefonico per chi ne ha bisogno.