Coronavirus: tra i locali della movida romana, 'così ci ammazzano'/AdnKronos

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(di Stefania Marignetti) - "Così ci ammazzano, sarebbe meglio che ci obbligassero a chiudere. Invece restiamo aperti e non viene nessuno. Niente guadagni ma restano in piedi tutte le spese di gestione. Tireremo avanti ancora 2-3 giorni poi valuteremo se chiudere". Parlano così, all’Adnkronos, i gestori dei locali di una delle vie simbolo della movida romana, l’isola pedonale del Pigneto, dove da anni il lunedì sera è equiparato, per presenze nei numerosi locali, a un qualsiasi giorno della settimana. 

Ma non questo lunedì, stasera che qualcosa è cambiato si capisce subito, prima dal silenzio e poi dai tavoli vuoti. Pochissima gente, clienti praticamente assenti, camerieri che aspettano sulla porta. Coperti, se va bene, quasi dimezzati ("siamo passati da 75 a 40", dice il proprietario di un bistrot vuoto) ma in alcuni casi va anche peggio: "oggi abbiamo preparato solo un quarto dei tavoli che normalmente abbiamo a disposizione", fa notare la cameriera di un ristorante. Il motivo: rispettare le direttive sulle distanze ma, raccontano alcuni, sono i clienti i primi a non gradire: la gente esce per stare insieme e non apprezza l’osservanza rigorosa della misura. Semplicemente, se ne va. 

Ma loro, proprietari e lavoratori dei locali, non possono farne a meno: ieri sera la prima visita dei vigili con un bilancio di 10 locali chiusi di cui uno proprio al Pigneto per non aver rispettato le distanze. 

E ci sono locali che hanno già rinunciato ad aprire nei giorni più tranquilli, a cominciare dal lunedì. "La situazione ha retto fino a domenica a pranzo, poi il tracollo - spiega il gestore di un pub - domenica sera abbiamo fatto 3 coperti contro la media di 50. Ora cerchiamo di arrivare al week end poi vediamo se chiudere almeno per qualche giorno".