Coronavirus, firmata intesa su salute lavoratori

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Raggiunta l'intesa tra imprese e sindacati dopo una lunga maratona notturna in video conferenza con il governo per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. E' stato firmato il ''protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro'' secondo quanto si apprende da fonti sindacali.  

"Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L'Italia non si ferma". Lo annuncia su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

"Con un percorso favorito dal Governo, le parti sociali hanno firmato un protocollo condiviso per contrastare la diffusione del Coronavirus nei luoghi di lavoro. Così le aziende, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, potranno garantire ai lavoratori più sicurezza", scrive su Twitter il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. 

"È stata una notte importante per tutto il Paese. Grazie alle associazioni di categoria e ai sindacati per aver raggiunto l'intesa sul protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Avete dato prova di essere all'altezza delle sfide che ci aspettano. Uniti per non fermare l'Italia", è il post su Twitter del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. 

Questa mattina, presso la presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un ''protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro''. "È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un'assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva. Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo. E' quanto sostengono i sindacati Cgil Cisl e Uil in un comunicato congiunto. 

"Prima viene la salute e la sicurezza. Questa è la condizione per far ripartire anche la nostra economia"., afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini nel corso di una diretta su Facebook dopo la firma del protocollo. "Il virus si sconfigge lavorando perché quelli della sanità devono lavorare, i ricercatori devono lavorare. Non è che si sconfigge il virus restando fermo e in attesa che finisca", aggiunge il leader della Cgil sottolineando: "Gli scioperi erano per chiedere che le aziende fossero nella condizione di far lavorare le persone con la sicurezza necessaria. Quindi sicuramente da lunedì nelle aziende metalmeccaniche e non solo questo accordo dà la possibilità di usare la cassa integrazione, cioè degli strumenti che permettono di dare tempo di avere le protezioni necessarie".  

"Questo accordo - sottolinea Landini - oggi mette a disposizione una strumentazione importante ma c'è bisogno di una volontà e di un'attenzione. Non sono in grado di dire se tutte le imprese capiranno questo messaggio, se tutti i lavoratori capiranno questo messaggio". Oggi, rileva Landini, "ci sono volendo gli strumenti, i percorsi per poter affrontare questa situazione senza che i lavoratori perdano il proprio reddito e mettendo nelle condizioni le aziende di poter produrre senza dare un danno alle persone ma tenendo aperta l'economia del nostro paese". 

"È stata una lunga notte di discussione, ma alla fine è prevalso un senso di comune responsabilità e di positiva unità che ci porterà ad adottare tutte quelle soluzioni straordinarie ed urgenti che potranno favorire il contrasto nei luoghi di lavoro alla diffusione del virus in ragione delle specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali. La nostra priorità rimane quella di tutelare la salute ed il reddito di tutti i lavoratori italiani". Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "È un protocollo molto chiaro e dettagliato che ora va attuato in tutte le aziende ed in tutti i luoghi di lavoro - prosegue Furlan - Definisce con chiarezza tutto quello che le imprese sono obbligate a fare, coinvolgendo i rappresentanti sindacali, per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori in questa fase di grave emergenza sanitaria, anche utilizzando un periodo di sospensione della produzione e delle attività". "Si potranno usare gli ammortizzatori sociali, il lavoro agile, una diversa organizzazione aziendale, - precisa la leader della Cisl - una nuova gestione degli orari e gli altri strumenti concordati, sino a quando gli interventi di messa in sicurezza del luogo di lavoro non saranno ultimati". 

'Soddisfazione' per la firma è stata espressa anche dalla delegazione della Uil, guidata dal Segretario generale Carmelo Barbagallo, e composta dal Segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri, e dalle Segretarie confederali, Ivana Veronese e Tiziana Bocchi. "È prevalso il buon senso - ha detto Barbagallo - e abbiamo fatto valere il principio della priorità della sicurezza sul profitto, valorizzando il ruolo delle Rsu e degli Rls e Rlst". "L'attuale gravissima emergenza sanitaria deve essere gestita tutti insieme: con l'intesa, fortemente voluta dalla Uil, possiamo ora offrire ai lavoratori e al Paese uno strumento, giusto ed efficace, di tutela e salvaguardia della salute anche nei luoghi di lavoro. Dobbiamo vincere questa battaglia contro il virus, dobbiamo evitare di sprofondare in una recessione che impoverirebbe tutti, a cominciare dalle classi più deboli, come i pensionati, che devono essere tutelate anche dai rischi di truffe e speculazioni. Nella capacità di realizzare tale equilibrio - ha proseguito il leader della Uil - c'è la chiave per rialzarsi e ripartire: noi ci crediamo e siamo pronti a fare la nostra parte''. "Si tratta di un insieme di regole che determinano un'omogeneità di trattamento in tutte le realtà produttive e che - ha concluso Barbagallo - ribadiscono, in linea con le disposizioni governative già attuate in questi giorni, il diritto alla sicurezza e alla salute e l'effettiva fruizione di quelle prescrizioni''. 

"L'accordo raggiunto oggi - e va dato atto al Governo dell'immediatezza della convocazione e della soluzione nonché del grande senso di responsabilità degli attori sociali del Paese - ci permetterà in questa fase di emergenza di comprendere e considerare le fabbriche italiane al servizio del Paese a partire dalle filiere dell'agroalimentare e del farmaceutico per garantire a tutti noi i beni primari e tutelare ogni filiera della produzione". Così in un comunicato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sottolineando come questa "attenzione prioritaria alla salute delle persone nei luoghi del lavoro ci consentirà anche di superare questa fase delicata e prepararci alla ripresa economica appena ne usciremo". "L’industria italiana, la nostra industria, le sue imprenditrici e i suoi imprenditori, le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, in un momento così delicato per la salute e l’economia nazionale si mettono al servizio della comunità e garantiscono una soluzione rapida e condivisa affrontando con coraggio l’emergenza sanitaria senza spegnere il motore dell'economia nella consapevolezza che insieme potremo superare ogni difficoltà" aggiunge. "In questo momento storico va un grazie a tutte le imprese e ai lavoratori per questo grande atto di responsabilità verso il Paese" conclude Boccia.