Coronavirus, Tribunale Milano semideserto: rinvii anche in appello

Fcz

Milano, 4 mar. (askanews) - Processi civili e penali non urgenti che slittano di qualche settimana e che comunque non riprenderanno prima della fine del mese di marzo. Procedimenti a carico di detenuti (e dunque non rinviabili per questioni legate alla decorrenza dei termini di custodia cautelare) e udienze di convalida di fermo e di arresto che si celebrano ma a porte chiuse e comunque con l'ingresso in aula consentito soltanto alle "persone strettamente necessarie". E le udienze dei processi già approdati al secondo grado di giudizio legate alla discrezionalità dei singoli giudici e collegi giudicanti che in alcuni casi rinviano e in altri no. E' questo il clima che si vive a Milano in un Palazzo di Giustizia oggi semideserto in seguito alla "stretta" decisa dai vertici della giustizia milanese per scongiurare altri contagi dal Coronavirus dopo che ieri due giudici sono risultati postivi al test del tampone.

Le varie sezioni del Tribunale milanese non hanno fatto altro che applicare le misure adottate ieri dal presidente Roberto Bichi che ha ordinato il rinvio di tutte udienze civili e penali non urgenti a una "data congrua" e comunque "successiva al 31 marzo", senza disporre slittamenti soltanto "per i procedimenti attinenti alla convalide di arresto e di fermo" e per quelli "nei confronti di persone detenute", impossibili da "congelare" proprio per questioni di decorrenza termini di custodia cautelare. Diverso lo scenario per i processi d'appello che sono legati alle scelte che i giudici prenderanno di volta in volta così come sancito dal provvedimento adottato ieri dai vertici degli uffici giudiziari per assicurare "la continuità delle essenziali attività giurisdizionali" ma con una serie di "limitazioni dei servizi". Il problema riguarda soprattutto il personale: da ieri una trentina di persone, tra giudici, cancellieri e personale amministrativo, che nei giorni scorsi sono entrate in stretto contatto con i due giudici positivi al test del Coronavirus sono entrate in "autoisolamento" e questo non può che impattare negativamente sul funzionamento della macchina giudiziaria milanese. Così i processi d'Appello proseguono a singhiozzo: alcuni sono stati celebrati tenendo conto delle misure anticoronavirus, altri sono stati rinviati mentre i giudici di una sezione hanno valutato caso per caso.