Coronavirus, troppi contagi nel Lazio: l'allerta lanciata dalle strutture ospedaliere

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ospedali Lazio Covid
ospedali Lazio Covid

Resta preoccupante l’emergenza coronavirus, che fa sentire la pressione sugli ospedali: un allarme è stato lanciato dalle strutture del Lazio, dove i troppi casi di Covid hanno portato i pazienti con altre patologie “in fondo alla lista delle priorità”.

Ospedali Lazio, ancora troppi casi di Covid-19

Interventi chirurgici sospesi in molti ospedali laziali, dove l’indice di occupazione ha superato l’80%. A denunciare la situazione critica è il direttore dell’area rete ospedaliera Giuseppe Spiga, che nell’ultima circolare divulagata ha confermato “lo stato di allerta in relazione al plateau elevato della curva epidemiologica e all’elevato indice di occupazione”.

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Dopo il problema delle dosi che iniziano a scarseggiare, il Lazio deve affrontare le difficoltà degli ospedali. L’indice Rt è sceso a 0,81, ma nell’ultima settimana quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva ha toccato l’85,3%. “I dati settimanali indicano di attuare la fase di mantenimento per lo scenario di rischio 4”. Così si legge nella circolare, con la quale si chiede anche la “sospensione delle attività in elezione, a eccezione degli interventi collegati all’assistenza oncologica”. Gli interventi chirurgici sospesi possono però essere “trasferiti” nelle strutture private e accreditate, fa sapere Il Messaggero.

L’emergenza dei pazienti no Covid

I pazienti non infetti da Covid-19 sono la nuova emergenza e rischiano di non essere seguiti adeguatamente, tardando le cure. L’allarme era già scattato nei mesi scorsi. Gli ultimi dati attestano che 4 malati su 10 con patologie cardiache trascurano i sintomi, non andando in ospedale.

“La percentuale dei pazienti con patologie cardiache che trascurano controlli o sintomi è sempre più significativa. Con gli ospedali impegnati con l’emergenza del coronavirus, questi pazienti sono finiti in fondo alla lista delle priorità ed è un segnale molto serio”. Così ha dichiarato Giuseppe Pajes, cardiologo e presidente dell’associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). Ma ha aggiunto: Al momento non abbiamo alternativa. Dobbiamo iniziare a valutare l’ipotesi di organizzare ospedali da dedicare solo ai malati Covid e, allo stesso tempo, strutture per i pazienti non contagiati dove possono essere controllati, visitati e dove poter ricominciare le attività ospedaliere ordinarie. Non c’è un’altra strada”.

“La differenza e l’aumento dei decessi registrati non sono dovuti solo a chi è stato stroncato dal virus. Ma anche a quei malati che con gli ospedali pieni hanno rimandato controlli o sottovalutato sintomi“, ha dichiarato Antonio Magi. Quindi ha fatto sapere: “Il nostro obiettivo è cercare un’alternativa e studiare un piano sanitario che nei prossimi mesi possa far fronte a questa nuova emergenza. La rete ospedaliera è in sofferenza, a fasi alterne, da un anno”.