Coronavirus, Trudeau in autoisolamento: moglie ha sintomi influenzali

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Il primo ministro canadese Justin Trudeau e sua moglie Sophie si sono posti in auto isolamento, dopo che la first lady ha sviluppato sintomi influenzali in seguito ad un viaggio a Londra. Sophie Gregoire Trudeau ha immediatamente avvisato il medico ed è stata sottoposta al test per il coronavirus, ha reso noto un comunicato dell'ufficio del primo ministro.  

La signora Trudeau è "in auto isolamento a casa in attesa dei risultati del test, ma nel frattempo i suoi sintomi si sono ridotti", informa il comunicato. "Il medico - si legge ancora - ha consigliato al primo ministro di continuare le proprie attività quotidiane mentre si tiene sotto controllo, dato che non ha sviluppato sintomi", ma intanto "per precauzione, il primo ministro ha scelto di auto isolarsi e lavorare da casa fino a quando non arriveranno i risultati del test di Sophie".  

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    Borrelli: "Seconda ondata? Possibilità di ritorno per chi non è stato colpito"

    "Questa situazione ci permette di respirare anche soprattutto per quelle che sono le strutture sanitarie, le terapie intensive, i ricoveri, anche il nostro personale sanitario e le strutture soprattutto si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era sempre più forte e comportava pesanti sacrifici e impegni straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura. Si tratta di una situazione che ci permette di gestire l'emergenza con minore affanno e ovviamente questo perché sono stati posti in essere comportamenti che assolutamente devono permanere". Lo ha detto Angelo Borrellli capo della Protezione civile, ospite del programma Circo Massimo su Radio Capital commentando la "situazione pianeggiante" nella quale il Paese si trova attualmente in termini di contagi.  Sulla circolare del Ministero degli Interni che è parsa autorizzare, salvo precisazione successiva, 'l'ora d'aria' per i bambini Borrelli dice: "Bisogna andare avanti con il massimo rigore, anche la circolare esterna alla luce di quelli che sono stati i chiarimenti, di fatto non sposta i termini dei comportamenti, dobbiamo fare assolutamente attenzione per evitare di trovarci in una situazione nella quale ci sfugge nuovamente la catena dei contagi e ribadiamo che l'ora d'aria è una misura non ancora operativa e bisogna rispettare le regole di prudenza e stare in casa". Nell'ottica della ripresa, di una fase 2 in cui si ricomincerà a convivere con il virus, "su questo scenario stanno lavorando gli esperti, la parte tecnico-scientifica, ci diranno loro quali saranno le modalità operative di questa ripresa, sicuramente le mascherine servono ma serve soprattutto il distanziamento sociale, le mascherine sono ancora un problema anche se non per i sanitari con i carichi importanti dall'estero".  La decisione sulla fase 2, ricorda ancora ai microfoni di Radio Capital il capo della Protezione Civile "è riservata agli esperti, gli unici a dover dettare la linea", mentre sulla data del 16 maggio, data individuata come inizio della fase 2 ed eventuale e lento ritorno a una relativa normalità, dice: "Se le cose non cambiano può essere ma dipende dai dati, oggi siamo in una situazione stazionare, dobbiamo vedere quando inizia a decrescere e come ritornare. Non vorrei dare date ma sicuramente il 16 maggio è un periodo di tempo lungo e da qui al 16 maggio potremo avere risultati ancora ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività nella fase 2". Sul "conflitto" riaperto con le regioni e le dichiarazioni di Fontana sull'autosufficienza della sanità lombarda e la mancanza di risorse dal governo centrale, Borrelli risponde: "Per quanto riguarda l'emergenza i presidenti delle Regioni sono stati nominati soggetti attuatori del capo dipartimento della Protezione Civile e il governo centrale ha garantito le risorse per l'acquisto dei dpi e degli altri dispositivi necessari per il superamento dell'emergenza. Sarebbe stato un guaio se il governo nazionale e il dipartimento della Protezione Civile avessero attratto a sé ogni competenza in materia di acquisizione di dispositivi di protezione individuale - dice - sappiamo che in ordinario queste attività sono garantite dalle Regioni perché la sanità è regionale; nel momento in cui c'é stata l'emergenza è intervenuto il dipartimento ma sono stati anche incaricati i presidenti della Regioni di poter acquisire direttamente, con risorse a carico dell'emergenza, tutto quello che era necessario". L'esigenza di avere una cabina di regia unica con l'emergenza è venuta fuori: "è evidente - conferma Angelo Borrelli - perché ci vuole, soprattutto nella gestione dell'emergenza, una regia unitaria forte, condivisa e coesa e sotto questo punto di vista ci sarà da ripensare anche al modello organizzativo". Sul problema della forniture delle mascherine "se ne sta occupando il commissario Arcuri - chiarisce Borrelli - Abbiamo avuto una esplosione di domanda di mascherine, la domanda credo sia cresciuta di 20 volte, siamo arrivati a 100 milioni di mascherine circa al mese come fabbisogno del sistema sanitario con una realtà nazionale che non aveva la capacità produttiva perché non si produceva in Italia e si tratta di far partire anche una produzione nazionale mentre si continua nella ricerca e nell'importazione di mascherine dall'estero, soprattutto sulla base degli accordi bilaterali che si sono realizzati con la Cina. Dobbiamo continuare a importare fin quando ce n'è bisogno e far crescere una produzione nazionale".  Sul rischio di una seconda ondata di virus, Borrelli dice: "C'è una possibilità di ritorno soprattutto per chi non è stato colpito, bisogna usare misure forti e precauzionali, per questo non voglio sbilanciarmi su aperture e modalità, valutazioni che devono esser fatte con attenzione e soprattutto ci deve essere anche un attento monitoraggio successivo di quello che è l'andamento della diffusione del virus".

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    Esperto a Casa Bianca: "Virus si può diffondere anche senza starnuti e tosse"

    "La ricerca attualmente disponibile sostiene la possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso tramite bioaerosol generato direttamente dall'espirazione dei pazienti". E' un passaggio della lettera che il professor Harvey Fineberg, presidente di una commissione della National Academy of Sciences, ha indirizzato alla Casa Bianca, come riferisce la Cnn. "Non indosserò una mascherina chirurgica, perché queste servono ai medici, ma potrei indossare una bella bandana stile western", ha detto Fineberg all'emittente. La lettera, ha spiegato, è stata inviata mercoledì sera in risposta ad una richiesta formulata da Kelvin Droegemeier per l'Office of Science and Technology Policy alla Casa Bianca. "Questa lettera risponde alla vostra domanda relativa alla possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso attraverso la conversazione, oltre che attraverso droplet prodotte da starnuti e tosse. "La ricerca attualmente disponibile sostiene la possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso tramite bioaerosol generato direttamente dall'espirazione dei pazienti". Alla Cnn, prosegue l'emittente, Fineberg ha dichiarato che il virus può essere diffuso anche da droplet prodotte da una persona che parla e, potenzialmente, anche da droplet prodotte dall'espirazione.

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    Appena uscito dalla Casa del Grande Fratello Vip, Antonio Zequila ha voluto commentare sui social l'avventura vissuta nel reality show

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    Roma, 3 apr. (askanews) - Nelle ultime 24 ore in Italia è morto un migliaio di persone a causa del Corona Virus. Questa notizia non viene da un altro pianeta o da un continente lontano. Arriva da un paese vicino, un paese fondatore dell'Unione Europea, un paese di cui noi amiamo la luce, la cultura e il buon umore. ...

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    Meghan Markle e il principe Harry sarebbero talmente indebitati con la Corona da dover correre ai ripari: la richiesta dell'ex attrice

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    Burioni commenta il modello Corea del Sud per fronteggiare il coronavirus, ovvero la possibilità di tracciare i moviemnti dei cittadini.

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    I dettagli della curiosa collina rosa in Giappone che fiorisce ogni anno e si tinge in modo surreale.

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    Un uomo torna dal lavoro alle 23, ma viene fermato dalla Guardia di Finanza e prende una multa: per gli agenti era troppo tardi.

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    Nella guerra contro il coronavirus sono caduti 77 medici italiani

    Da questa mattina altre sei segnalazioni di decessi tra i medici sono arrivate alla federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), che nel suo sito, listato a lutto, riporta il drammatico elenco delle vittime. A oggi sono 77 i medici morti a causa del coronavirus in Italia. Gli ultimi due decessi segnalati riguardano un cardiologo e un medico di medicina generale.Articolo aggiornato alle 17:42 del 3 aprile 2020, continua a seguire QUI le notizie in tempo reale Borrelli prevede una quarantena fino a metà maggioIntanto le parole del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, lasciano intendere che le misure drastiche imposte dal goverbo potrebbero andare ben oltre la data prevista del 13 aprile. "La situazione" dice, "ora è stazionaria, dobbiamo vedere quando inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2".Intervistato a Circo Massimo su Radio Capital, Borrelli ha aggiunto che "la decisione va presa dagli esperti che stanno coordinando dall'inizio dell'emergenza la parte tecnico-scientifica. Il comitato tecnico istituito a supporto del Ministero della salute sta lavorando proprio su questo"."Il presidente Conte ha parlato chiaro, al momento le misure dureranno fino al 13 aprile, solo successivamente il governo, sentito il Comitato tecnico scientifico, deciderà come procedere" sottolinea poi con l'AGI Borrelli. "Io non ho mai parlato di date, ho ribadito ancora una volta che ogni decisione sarà presa sulla base dell'evoluzione dei contagi".Intanto al 2 aprile erano 115.242 gli italiani risultati positivi al coronavirus dall'inizio dell'epidemia, una crescita di 4.668 casi rispetto a ieri (quando l'incremento era stato di 4.782). Sono i dati forniti dalla Protezione civile nel bollettino delle 18. Si conferma dunque il trend stabile.Sono 760 i decessi in un giorno, contro i 727 di ieri, e 1.431 i guariti, contro i 1.118 di ieri. Anche grazie a quest'ultimo dato frena l'aumento degli attualmente positivi, da +2.937 di ieri a +2.477 di oggi. Ma soprattutto, si conferma il trend in calo dei ricoveri: quelli ordinari erano aumentati ieri di 211 unità, oggi di 137. Molto contenuto anche l'aumento delle terapie intensive: ieri +12, oggi +18.Nel dettaglio, sono 83.049 le persone attualmente positive, di cui 28.540 ricoverate con sintomi, 4.053 in terapia intensiva e 50.456 in isolamento domiciliare. Il numero totale dei guariti sale a 18.278, quello delle vittime a 13.915 I numeri in Lombardia"Il trend sta migliorando, valutandolo su piu' giorni. Non va abbassata la guardia". Dall'inizio dell'emergenza coronavirus in Lombardia sono stati registrati 46.065 casi, +1.292 da ieri. Sono invece 357 i morti rispetto a ventiquattr'ore fa. Dall'inizio dell'emergenza il totale sale a 7.960. Lo ha reso noto il vicepresidente lombardo, Fabrizio Sala, nell'aggiornamento quotidiano sull'emergenza coronavirus. Ieri i decessi registrati erano 394.

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    M5s risale nei sondaggi. È effetto Conte?

    Dopo settimane di “congelamento” della lotta politica dovuto all'emergenza Coronavirus, qualcosa sembra aver smosso le acque dell'opinione pubblica. Che l'orientamento degli elettori del nostro Paese stesse evolvendo, nel corso di questa lunga quarantena, era già emerso con riferimento all'aumento della fiducia verso i leader politici maggiormente impegnati – se non altro per via del loro ruolo istituzionale – nella lotta all'epidemia. Ma adesso sembra che stia venendo a galla anche un'altra dinamica per quanto riguarda le intenzioni di voto.La Supermedia dei sondaggi di questa settimana, infatti, mostra – per la prima volta da diverso tempo – delle tendenze piuttosto inedite. La Lega interrompe la sua lenta discesa, e risale al 29,4% aumentando il suo vantaggio sul Partito Democratico (21,1%), che al contrario flette leggermente.Il partito che guadagna i maggiori consensi è il Movimento 5 Stelle, che fa segnare un incremento significativo (+0,6%) dopo molti mesi, riportandosi di poco sotto al 15%. In questo modo, i pentastellati riguadagnano un minimo di margine su Fratelli d'Italia, che pure continua a crescere (+0,2%) e per la prima volta supera la soglia del 13%.Si potrebbe ipotizzare che il buono stato di forma del M5S sia legato alla crescente popolarità del premier Giuseppe Conte, eppure è altrettanto possibile – come vedremo – che la verità sia altrove. Cresce un po' anche l'altro partito del centrodestra, Forza Italia (6,4%), mentre fanno segnare una variazione negativa tutte le altre forze di sinistra o centrosinistra, con l'unica eccezione di Italia Viva – che però rimane su un poco entusiasmante 3,3%.Nel complesso, questi dati dipingono il quadro di una crescita netta del centrodestra e del Movimento 5 Stelle e di una, altrettanto netta, flessione del centrosinistra. Quest'ultimo, ormai da molte settimane stabile o addirittura in lieve aumento, torna ad allontanarsi dalla soglia del 30%, scendendo nuovamente sui valori di circa due mesi fa.La nuova, “brusca” tendenza rilevata questa settimana emerge chiaramente dal grafico dello storico relativo alle coalizioni delle Politiche 2018.Se si tratti di un'oscillazione estemporanea o di una vera e propria tendenza lo diranno le prossime settimane. Ma a cosa può essere dovuta questa oscillazione? Cresce la sfiducia nei confronti dell'EuropaUna possibile risposta risiede nel giudizio degli italiani verso l'Europa, che nelle ultime settimane è decisamente peggiorato, facendosi molto severo. In effetti, le forze politiche che sembrano guadagnare terreno (centrodestra e M5S) sono accomunate dal fatto di essere, sia pure con sfumature diverse, le più “critiche” rispetto a Bruxelles; viceversa, i partiti di sinistra o centrosinistra, a cominciare dal PD, sono quelle che nell'immaginario collettivo vengono più accostate all'europeismo (da questo punto di vista, è emblematico il dato di Più Europa).L'incertezza che le istituzioni europee hanno mostrato nel reagire alla crisi e l'assenza di atti concreti di solidarietà, soprattutto nei primi tempi, sono stati fattori decisivi nella creazione di questo clima di opinione. Gli errori di comunicazione sembrano aver avuto un impatto molto maggiore delle azioni effettive: così, la gaffe di Christine Lagarde sul fatto che la missione della BCE non fosse quella di abbassare gli spread, ha avuto un'eco molto più forte della decisione, assunta pochi giorni dopo dalla stessa BCE, di attivare il cosiddetto “bazooka” per inondare di liquidità l'economia europea come sostegno agli strumenti di politica fiscale degli stati membri.Lo stesso discorso può essere fatto per Ursula von der Leyen, diventata una sorta di “parafulmine” (forse anche oltre i suoi effettivi demeriti) per la cautela, spesso e volentieri scambiata per freddezza, con cui la presidente della Commissione europea ha approcciato fin dall'inizio il tema di come Bruxelles può intervenire a sostegno degli Stati membri più colpiti dall'emergenza sanitaria. A poco è servito che la Commissione abbia di fatto messo nel cassetto le regole fiscali previste dal temuto Patto di stabilità, né che la stessa von der Leyen sia intervenuta più volte per esprimere direttamente la propria solidarietà agli italiani (prima con un'intervista al Corriere, poi con un video sui social, infine con una lettera aperta pubblicata su Repubblica).Anche la sua dichiarazione di pochi giorni fa, in cui ha definito “uno slogan” gli Eurobond, non ha fatto che aumentare la sfiducia degli osservatori italiani verso l'effettiva volontà dell'Unione di gettare il cuore oltre l'ostacolo in un momento così grave.Che l'Europa abbia profondamente deluso le aspettative è emerso chiaramente già da un sondaggio Tecnè dello scorso 13 marzo, in cui quasi 9 italiani su 10 (88%) risultavano essere convinti che l'UE non stesse aiutando l'Italia. Lo stesso sondaggio mostrava un aumento a dir poco clamoroso della quota di italiani convinti che per il nostro Paese far parte della UE rappresenti uno svantaggio (67%, contro il 47% registrato nel novembre 2018).Pochi giorni dopo, nell'Atlante politico dell'istituto Demos di Ilvo Diamanti, l'Unione europea figurava all'ultimo posto nella classifica delle istituzioni in base al comportamento tenuto per fronteggiare l'emergenza: solo il 35% degli intervistati dava alla UE un punteggio pari ad almeno 6 su 10. Uno scenario quasi identico a quello rilevato dal sondaggio dell'istituto Piepoli ancora una settimana fa, in cui solo il 32% degli italiani ha dichiarato di gradire “molto” o “abbastanza” il comportamento dell'Unione verso il nostro Paese.Non stupisce, quindi che nell'ultimo sondaggio di EMG oltre l'80% degli italiani dichiari che la sua fiducia verso l'UE sia calata da quando è esplosa l'emergenza Coronavirus. La fiducia nell'Europa in questo momento sondaggi agorarai a cura di @FabrizioMasia1 pic.twitter.com/BCOE0FnnJw — Agorà (@agorarai) April 2, 2020Tutti questi numeri ci suggeriscono che, in tempo di forte crisi, gli italiani stiano reagendo in due modi: da un lato, “stringendosi a coorte” attorno alle proprie istituzioni (il Governo nazionale e il premier Conte, ma anche i vari governatori delle Regioni colpite dall'epidemia).Dall'altro, facendo fronte comune contro un “nemico straniero” accusato di averci lasciati soli nel momento di maggior bisogno, o comunque di non aver fatto (ancora) abbastanza. Il forte dibattito che si è sviluppato nei Paesi europei accusati dagli italiani di “egoismo” indica che una questione, effettivamente, c'è. Vedremo se le prossime mosse dei nostri partner europei, e delle istituzioni comunitarie, saranno in grado di restituire agli italiani almeno parte della fiducia andata perduta nelle scorse settimane.NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 19 marzo al 1 aprile dagli istituti EMG, Euromedia, Ipsos Ixè, Noto, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 2 aprile sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

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  • Meteo, boom di primavera
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    Meteo, boom di primavera

    Il colossale anticiclone che pian piano si sta espandendo su tutto il Vecchio Continente sta per conquistare anche tutta l’Italia. Almeno per i prossimi dieci giorni l’alta pressione ci farà compagnia garantendo un tempo stabile, soleggiato ma soprattutto decisamente molto mite su tutte le regioni. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che oggi, venerdì, qualche rovescio o isolato temporale interesseranno Sardegna, Sicilia e Calabria, sul resto delle regioni il sole sarà prevalente. Sabato e domenica l’anticiclone avanzerà ulteriormente su gran parte delle regioni, ma l’estremo Sud sarà interessato da una nuvolosità assai fastidiosa che potrebbe arrecare anche qualche occasionale precipitazione sui rilievi di Calabria e Sicilia. Con l’inizio della prossima settimana, quella che ci condurrà alla Pasqua, il tempo migliorerà anche al Sud cosicché tutta l’Italia sarà protetta da un gigantesco campo di alta pressione che favorirà un ampio soleggiamento e, fatto curioso, un cielo praticamente sereno su quasi tutte le regioni. La nuvolosità sarà davvero scarsa. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che sotto il profilo termico andremo incontro a giorni tipicamente primaverili con temperature che gradualmente saliranno sopra le medie del periodo. I valori massimi si avvicineranno ai 20°C addirittura superandoli nel corso della Settimana Santa. Soltanto al Sud il clima risulterà un po’ meno mite.

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    Intellettuali tedeschi: L'Europa vive o muore con l'Italia -3-

    Roma, 3 apr. (askanews) - In Sassonia vengono curati malati gravi provenienti dall'Italia, mentre pazienti francesi, privi di assistenza, sono curati nella Saar. Si nota un nuovo clima: valori come solidarietà, empatia e gioia stanno diventando popolari. Ma sulla questione decisiva, i paesi del Nord esprimono freddezza nei confronti dei fratelli e sorelle del Sud. Si rifiutano categoricamente di approvare un fondo garantito da tutti membri dell'Unione Europea che permetterebbe ai paesi più colpiti di ottenere crediti urgentemente necessari per la sopravvivenza. ...

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    Gemma Galgani è in quarantena per l'emergenza Coronavirus, e ha manifestato la sua forte nostalgia per i colleghi.