Coronavirus, truffa via mail: pericolo furto di dati personali

Mail frode sul Coronavirus

Sembra che la truffa via mail giri sul web dagli inizi di febbraio 2020, allo scatenarsi del Coronavirus in tutto il mondo. Si tratta di una frode camuffata da informazioni utili e fantomatiche cure contro l’epidemia, con allegati che contengono virus in grado di rubare i dati sensibili registrati, soprattutto quelli bancari.

Coronavirus: allarme truffa via mail

Il pericolo è reale ed esiste non solo per i computer ma anche per gli smartphone, dato che sempre più spesso si usano app per leggere la mail. A diffondere la notizia è stata la Polizia Postale, che sul suo sito internet ha intimato di non aprire assolutamente l’allegato contenuto nei messaggi.

Diversi i mittenti delle mail “infette”

Il primo mittente rilevato dalla Polizia era un fantomatico centro medico giapponese, l’allegato virulento un documento di Microsoft Office in cui sarebbero dovute esserci informazioni aggiornate circa la diffusione del Coronavirus.

Un altro messaggio pericoloso conteneva un file .zip con dei documenti Excel infettati dal virus “Pallax”, di tipo Rat. Molto conosciuto fra gli esperti, questo permette all’hacker di controllare il dispositivo in maniera invisibile, sempre con l’obiettivo di rubare i dati personali.

Di recente, una serie di mail inviate da istituti bancari, con la scusa del Coronavirus, invitavano a cliccare un link per accedere ad un servizio che avrebbe registrato informazioni sul proprio conto corrente e carta di credito associata.

L’ultima ondata di messaggi fraudolenti proviene dalla dottoressa “Penelope Marchetti”, esperta dell’Oms in Italia. Ovviamente, si tratta di un personaggio inventato. Le mail invitano ad aprire un allegato contenente il malware del gruppo “Ostap”, che ruba le informazioni del malcapitato e le inoltra ai veri autori della frode.

La catena di mail non si spezza

Le Forze dell’Ordine riportano che, da febbraio 2020, sono seguite ben quattro ondate di mail etichettate come tentativo di frode con oggetto il Coronavirus. Sembra che la storia continui a ripetersi con mittenti diversi.

“Il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni vigila alla ricerca delle minacce informatiche disseminate su tutta la rete, che sfruttano il momento di comprensibile disorientamento e fragilità nella cittadinanza conseguente alla diffusione dell’epidemia”, si legge sul sito web del dipartimento.

La speculazione sul Coronavirus non riguarda solo le mail. La Guardia di Finanza ha indagato infatti sul rincaro dei prezzi di mascherine e gel disinfettanti sui negozi online Ebay e Amazon, procedendo ad una denuncia contro ignoti. Un altro caso riguarda invece i messaggi bufala che girano su Whatsapp per seminare il panico, sfruttando come fonte rinomati ospedali.