Coronavirus, i turisti non hanno paura e prenotano in albergo di Jesolo

hotel-jesolo-turisti

Contrariamente alle previsioni più pessimistiche pare che i turisti non abbiano timore nel trascorrere le loro vacanze nell’Italia ancora in piena emergenza sanitaria e a dimostrazione di ciò c’è il caso dell’Hotel Cavalieri Palace, che in questi ultimi giorni ha ricevuto un vero e proprio boom di prenotazioni, in maggioranza da parte di cittadini tedeschi che ormai da decenni affollano la città veneta. Un sincero atto di solidarietà nei confronti del nostro Paese, a dispetto degli allarmismi sul coronavirus che sono circolati in questi ultimi mesi.

Fase 2, boom di turisti a Jesolo

A raccontare la loro decisione di venire in vacanza proprio in Italia e proprio al Hotel Cavalieri Palace di Jesolo sono gli stessi turisti tedeschi, che intervistati dal Corriere della Sera raccontano inoltre di essere rimasti sgomenti di fronte alle immagini dei camion militari che portavano via le bare dei morti di coronavirus da Bergamo:Appena hanno aperto le frontiere ci siamo detti: proviamo ad andare. Non eravamo spaventati, semmai curiosi di vedere com’era realmente la situazione nel nostro Paese preferito. E adesso siamo qui”, racconta Jasmine Bayer, Bavarese di 59 anni.

Parole simili pronunciate anche dal 50enne Manfred Vogt, giunto a da Francoforte assieme alla moglie Ulrike Hoffmann, che spiega: “Credo che il virus sia qui come da noi allo stesso modo. […] La differenza è nei comportamenti delle persone”. La moglie aggiunge inoltre che: “Basta solo un po’ di attenzione e si può fare tutto”, ma anch’essa racconta di come l’immagine che l’abbia più colpita sia stata quella de: “I camion militari carichi di morti. Avevamo paura che potesse accadere anche a noi in Germania.

Le parole del proprietario

La settantina di clienti presenti nell’hotel sono la speranza del proprietario, il 67enne Antonio Vigolo, che ai giornalisti racconta: “Loro sono il nostro più grande messaggio positivo e spero davvero che la loro presenza diventi buon esempio. Pensi che fine gennaio avevamo per la stagione estiva +24% di prenotazioni rispetto all’anno scorso”.

Vigolo spera inoltre che quest’ondata inaspettata di turisti possa incentivare la ripresa economica della zona, evitando così di dover ricorrere a drastici tagli al personale: “Non ho potuto riaprire con tutti i 32 dipendenti che ho, chi è rimasto a casa chiama ogni giorno per sapere come andiamo. A me piange il cuore non potergli dire di presentarsi al lavoro e quindi vedere che c’è un po’ di movimento mi fa sperare. Vorrei dare coraggio a loro e ai miei colleghi che sono ancora chiusi, lo stesso coraggio che dimostrano i tedeschi venendo qui”.