Coronavirus: under 15 in quarantena tra paure, problemi di sonno e scuola online

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Coronavirus: under 15 in quarantena tra paure, problemi di sonno e scuola online
Coronavirus: under 15 in quarantena tra paure, problemi di sonno e scuola online

Milano, 23 lug. (Adnkronos Salute) – Sonno disturbato al punto da desiderare talvolta di dormire nel lettone di mamma e papà, difficoltà con la didattica a distanza, più dolci e junk food, paura per la salute dei propri cari. E' l'effetto quarantena su bambini e ragazzi, fotografato da una ricerca dell'Istituto Mario Negri di Milano. I risultati sono stati presentati oggi e riaprono un ricordo che brucia ancora soprattutto in fasce d'età particolarmente delicate: quello delle settimane di lockdown per arginare Covid-19, trascorse forzatamente chiusi in casa, soli e lontani da amici e svaghi.

La ricerca è stata condotta tra maggio e giugno 2020 tramite video-interviste a 82 bambini e ragazzi residenti a Milano città e hinterland, tra i 6 e i 14 anni, nell'ambito del progetto 'Ragazzi in quarantena' del Laboratorio per la salute materno infantile del Dipartimento di Salute pubblica dell'Irccs. Obiettivo: indagare sul benessere psicologico e i cambiamenti nella routine dei ragazzi. Nel campione considerato, 12 hanno avuto familiari che si sono ammalati di Covid-19, e di questi 3 bambini sono risultati positivi al test sierologico. Il lockdown ha creato non pochi problemi: per esempio, l'80% dei ragazzi intervistati ha riscontrato maggiori difficoltà a mantenere l'attenzione durante le lezioni online; il 63% ha modificato la propria alimentazione in quarantena; oltre la metà non ha dormito "come prima" a causa di difficoltà nel prendere sonno e frequenti risvegli notturni.

E poi ci sono stati i 'fantasmi', quei pensieri difficili da scacciare: la più grande paura, condivisa dai tre quarti dei ragazzi, è stata il timore che i propri cari potessero ammalarsi di Covid-19, manifestando una maggior preoccupazione per gli altri, rispetto all'idea di potersi ammalare loro stessi ed eventualmente finire anche in ospedale. "Come già evidenziato da altri studi condotti durante precedenti epidemie o recenti riferiti alla pandemia Covid-19, la quarantena può causare forte stress, paure, irritabilità e incertezze anche nei più piccoli, oltre che una maggior probabilità di sviluppare sintomi di disturbo psicologico che si protraggono nel tempo", spiega Maurizio Bonati, capo Dipartimento Salute pubblica del Mario Negri.

"Ad oggi – prosegue Bonati – vi sono ancora pochi studi che hanno analizzato l'impatto psicologico della quarantena sui bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado, raccontato dai diretti interessati". La ricerca del Mario Negri prova a esplorare proprio questo fronte. Partendo dalla didattica a distanza (Dad) e dal suo impatto. Emerge che due terzi dei ragazzi la trovano più stancante della scuola normale, mentre circa la metà ha meno voglia di impegnarsi con questa nuova modalità di apprendimento. In totale, un terzo dei bambini e adolescenti ha fatto molta fatica ad adattarsi alla scuola da remoto. Dati che confermano i risultati di un altro studio, effettuato sempre dallo stesso gruppo di ricercatori, che ha riscontrato una maggiore difficoltà soprattutto negli alunni della scuola primaria di primo grado.

La quarantena stravolge anche a tavola. In particolar modo vengono colpite le abitudini alimentari degli alunni della scuola primaria di primo grado. Oltre la metà dei ragazzi intervistati ha mangiato di più rispetto al solito durante il confinamento forzato e anche la qualità dell'alimentazione ha subito modifiche. Molti riportano di aver consumato con maggior frequenza snack, patatine, dolci e junk food. In totale, il 44% dei ragazzi riporta di aver modificato la propria routine alimentare e "aver pasticciato" di più rispetto alla normalità.

Anche il ritmo sonno-veglia risulta alterato, con la tendenza ad andare a letto più tardi rispetto alla consuetudine. Tuttavia la sveglia di mattina è solo leggermente posticipata, dovendo comunque alzarsi presto per le lezioni. Inoltre, circa la metà dei ragazzi intervistati riporta di aver voluto dormire nel lettone con i propri genitori durante la quarantena. Complessivamente, circa un terzo del campione ha avuto problemi di sonno e ha desiderato dormire nel lettone.

Alla valutazione dei sintomi d'ansia 18 ragazzi (22%) hanno riportato punteggi normali, 54 (65%) punteggi lievi-moderati, mentre 10 (12%) punteggi particolarmente elevati, senza differenze significative tra maschi e femmine e tra studenti della scuola primaria di primo e secondo grado. I ragazzi che hanno dichiarato di aver trascorso più di 2 ore al giorno davanti agli schermi (escludendo le ore per la Dad e per i compiti) hanno mostrato livelli d'ansia significativamente maggiori rispetto a quelli che li avevano utilizzati per meno di due ore al giorno. Infine 36 ragazzi (44%) hanno riportato frequenti sbalzi d'umore, associati principalmente a un maggior tempo davanti agli schermi e a un cambiamento della routine alimentare (sia per la quantità che la qualità).

Cosa è mancato di più ai ragazzi durante il lockdown? Quasi la totalità del campione (90%) ha riportato di aver sofferto molto la mancanza degli amici e dei compagni; così come la mancanza delle attività extra-curricolari e degli hobby (72%) con cui trascorreva i pomeriggi e weekend (sport, attività di gruppo). Alla domanda 'qual è la prima cosa che vorresti fare una volta tornati alla normalità?', oltre la metà degli intervistati ha espresso il desiderio di poter rivedere i propri amici e compagni, di poter riprendere le attività sportive, di ricongiungersi con i propri familiari e di poter andare al mare.