Coronavirus, Unioncamere Veneto: 27% imprese sospeso produzione-3

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Venezia, 3 mar. (askanews) - Al momento risulta limitato il compensamento degli acquisti da altri mercati: solo il 18% delle imprese che dichiara un calo degli approvvigionamenti afferma di aver provveduto a diversificare i canali di approvvigionamento, anche a causa di peggiori condizioni di acquisto. In questo scenario si evidenzia anche uno sparuto 3,9% delle imprese intervistate (in termini assoluti sono 112 imprese) che da quando è scoppiata l'emergenza "Coronavirus" dichiara di aver registrato un aumento degli ordini che sono direttamente collegabili a richieste di aziende che prima lavoravano con il mercato cinese e con il Sud-Est asiatico. I settori più interessati dalla crescita degli ordini risultano l'industria dei metalli, le macchine elettriche ed elettroniche e l'occhialeria. La proiezione del rischio oltre che sugli approvvigionamenti si manifesta anche sul fronte del calo delle vendite, colpendo in particolare il tessile abbigliamento e calzaturiero, e l'industria delle macchine elettriche e dei macchinari industriali. Per il 29% delle imprese che dichiarano il calo delle vendite al momento la flessione è contenuta entro il -10%; per il 27% la flessione è tra il -10 e il -30%, per il 16% è oltre il -30%. A differenza degli approvvigionamenti, l'orizzonte di normalità per le imprese colpite dal calo delle vendite è più lungo: il 39% di queste imprese dichiara che l'anno è perso e si arriverà alla stabilizzazione a fine 2020. Facile immaginare l'impatto a cascata lungo le filiere di queste difficoltà, verso i terzisti e i clienti a valle. Una situazione che già emerge in modo chiaro dai dati raccolti. E che si somma agli effetti interni provocati dalle misure adottate per il contenimento del contagio. Infatti, alla domanda se le aziende stiamo subendo conseguenze negative per effetto della diffusione del contagio in Italia, abbiamo ottenuto che il 60% delle imprese manifatturiere venete è già interessata da una riduzione della produzione. L'impatto è trasversale su tutte le classi dimensionali, dalla micro alla grande impresa. L'incidenza sale al 75% per il settore moda e al 71,5% per il comparto carta e stampa. Quasi un'azienda su due che evidenza riduzione della produzione (46%) appartiene al comparto imprese metalmeccanico. Ma un dato è ancor più allarmante: il 27% delle imprese indica addirittura di aver dovuto sospendere la produzione. Sono 759 imprese, cui si associano oltre 27.000 addetti (che rappresentano il 30% dell'occupazione del campione). Un po' più interessata dal blocco delle attività è la piccola impresa con meno di 15 addetti. Sono in prevalenza aziende operanti nel comparto tessile abbigliamento e calzature e nelle macchine elettriche ed elettroniche, nelle province di Padova, Treviso e Vicenza.