Coronavirus, Valle d’Aosta: morto farmacista 64enne

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Emergenza coronavirus in Valle d’Aosta: non ce l’ha fatta il farmacista Lorenzo Repetto. Aveva 64 anni, era titolare di una farmacia a Saint-Vincent ed era risultato positivo al Covid-19. Il caso ha gettato nello sconforto ed allarmato la comunità della Valle d’Aosta, anch’essa in piena lotta contro il coronavirus. La morte del 64enne ha sollevato anche polemiche da parte delle associazioni di categoria che hanno chiesto più dispositivi di protezione per titolari e collaboratori.

Coronavirus: la situazione in Valle d’Aosta

Stando alle informazioni raccolte Lorenzo Repetto non soffriva di patologie pregresse. Il farmacista di Saint-Vincent si trovava da alcuni giorni ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Parini di Aosta. La sua farmacia era stata chiusa per effettuare operazioni di sanificazione e pulizia subito dopo l’arrivo dei risultati del tampone.

Federfarma: “Proteggere l’incolumità degli operatori”

“Sono profondamente addolorato per la scomparsa del collega. Continuiamo a chiedere con forza dispositivi di protezione per titolari e collaboratori. – ha detto il presidente di Federfarma Marco Cossolo – È necessario proteggere la loro incolumità e quella dei cittadini. Il contagio di un collega farmacista comporta la chiusura di una farmacia e il venir meno sul territorio di un importante punto di riferimento per i cittadini. Un’intera comunità resta senza un presidio sanitario territoriale. Mi stringo a tutti i colleghi e li ringrazio ancora una volta conclude – per l’impegno con cui riescono ad assicurare assistenza farmaceutica alla popolazione in questo momento di estrema emergenza per tutto il Paese”.

I casi positivi sono oltre 200

Con la morte di Repetto salgono a 7 i deceduti per coronavirus in Valle d’Aosta. I casi positivi in tutta la Regione sono ormai oltre 200. Al nosocomio Parini si trovano 58 ricoverati, di cui 11 nel reparto di Rianimazione. Circa 150 cittadini sono invece in isolamento domiciliare. Infine, oltre 1850 persone sono state poste in isolamento domiciliare precauzionale poiché hanno avuto contatti con le persone risultate positive al virus.