Coronavirus Varese, prima paziente dimessa: “Ho lottato e ho vinto”

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Dopo sette giorni trascorsi in ospedale a Circolo, la prima paziente positiva al coronavirus a Varese è stata dimessa. I suoi genitori, invece, rimangono ricoverati nella struttura. Anna Comolli ha voluto descrivere la sua esperienza e la sua lotta contro il coronavirus affinché possa crescere la speranza in tutti gli italiani. Quando le viene chiesto come sta, però, Anna risponde: “Fisicamente direi bene. Mi considero guarita, emotivamente è difficile spiegare“.

Coronavirus Varese, prima paziente dimessa

Anna Comolli ha lottato e ha vinto: era la prima paziente risultata positiva al coronavirus a Varese ma è stata dimessa dopo 7 giorni. La sua testimonianza arriva spontanea, “può capitare a tutti, non bisogna vergognarsi, non bisogna avere paura”. Questo è il messaggio che vuole diffondere Anna.

Anna è la figlia del paziente uno di Valceresio e sia lei, sia i genitori sono stati ricoverati all’ospedale di Circolo: mentre lei è stata dimessa, i genitori rimangono in lotta. Risultata positiva al tampone, dopo aver lamentato febbre alta e malessere, Anna ha avuto una reazione unica. “Si reagisce come si è dentro – ha confessato -, ognuno a modo suo, io ho cercato di non abbattermi e anzi ho continuato a rimanere in contatto con mio marito, mia figlia e mio figlio, è stato fondamentale. Mi hanno dato forza e l’ho trasmessa anche a loro”. Ha potuto salutare i suoi genitori prima del ricovero, ovviamente però con le dovute precauzioni e protezioni.

La sua fortuna, ha raccontato Anna, è stata quella di “non avere mai avuto problemi respiratori”. “Ho avuto una polmonite, questo sì, ma ne sono venuta fuori”. Per comunicare con le altre persone, la famiglia, gli amici, il mondo, “ho usato cellulare e computer in continuazione. In situazioni come queste capisci quanto la tecnologia sia essenziale… sono stata in contatto con famiglia e amici e in tutto questo periodo ho avuto un gran supporto dal mio medico di famiglia Aurelio Sessa e dal sindaco di Arcisate”.

Un momento di difficoltà che Anna ha sottolineato è stato “quando mi hanno ventilato l’ipotesi del ricovero a Baggio, quando stavo guarendo. L’idea di andare lontano da tutti, per la convalescenza, mi angosciava”. Ma tutto si è concluso per il meglio e Anna è stata ricoverata a Cuasso.

Il sindaco

Proprio il sindaco, Gianluca Cavalluzzi, è andato a trovare Anna venerdì sera, il giorno delle dimissioni.”Mi ha portato a casa dei miei genitori e questa mattina (sabato 14 marzo ndr) mi ha portato anche due sacchetti con la spesa”, ha raccontato Anna.