Coronavirus, variante A.27 presente in Italia: la segnalazione della Sardegna

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In Italia, è stata isolata una nuova variante del SARS-CoV-2: l’individuazione della nuova mutazione del coronavirus è stata segnalata dal laboratorio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, in Sardegna.

Covid, Sardegna: individuata variante rara

Una nuova variante Covid, attualmente in circolazione sul territorio nazionale italiano, è stata individuata presso il laboratorio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. La mutazione non era mai stata registrata in Italia, prima della comunicazione diramata alle autorità competenti dalla Sardegna, ma circolava già in Paesi europei come la Svizzera, la Slovenia, il Regno Unito e la Francia.

La nomenclatura scientifica ufficiale della variante è A.27 ed è stata rilevata in relazione a quattro casi di contagio emersi tra i cittadini di Cagliari lo scorso 18 marzo, per la prima volta. Uno dei quattro pazienti è deceduto in seguito alle complicanze scaturite dall’aggravarsi dell’infezione.

La scoperta della A.27 nella città sarda è stata effettuata dal gruppo di ricercatori coordinati dal direttore del laboratorio del Policlinico Ferdinando Coghe, che ha operato in collaborazione con il team guidato dal professor Germano Orrù, responsabile del servizio di Biologia Molecolare. Gli scienziati, inoltre, hanno lavorato sfruttando la nuova piattaformarecentemente sviluppata per l’analisi del sequenziamento genetico.

Le dichiarazioni del direttore del laboratorio del Policlinico di Cagliari

A proposito della segnalazione della mutazione, il professor Coghe ha dichiarato: “La variante A.27 merita un’attenzione speciale in quanto presenta una combinazione di due mutazioni peculiari, la N501Y e la L452R, che, in combinazione con alcune mutazioni aggiuntive, sembrano essere responsabili di una maggiore trasmissione del virus”.

Il direttore del laboratorio, poi, ha anche sottolineato che l’incremento delle tipologie di varianti Covid riscontrate su territorio italiano, soprattutto quelle che incidono sulla proteina Spike, deve essere monitorato con grande attenzione e lucidità. L’esperto, infatti, ha spiegato: “Una simile circostanza sta preoccupando la comunità scientifica per la possibilità che queste mutazioni possano indurre una maggiore infettività, virulenza e addirittura la capacità del virus di sfuggire all’azione degli anticorpi. Come è noto, le mutazioni a cui i virus vanno incontro possono avere un impatto significativo sulla loro capacità di trasmissione e sull’efficacia dei vaccini e dei farmaci antivirali. Per questo motivo, in tutto il mondo il sequenziamento dell’intero genoma (WGS) è ritenuto estremamente importante e ha consentito l’identificazione di varianti come la B.1.1.7 (variante UK), B.1.351 (Sud Africa) o P.1 (Brasile)”.