Coronavirus, verso la chiusura dei tabaccai: la proposta dei sindaci

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Continuano a irrigidirsi sempre di più le ordinanze governative varate al fine di fronteggiare l’emergenza coronavirus, tanto che dopo la stretta sullo sport all’aria aperta alcuni sindaci avanzano l’ipotesi di far chiudere una delle poche attività commerciali rimaste in esercizio: i tabaccai. La proposta è stata ufficialmente lanciata dal primo cittadino di Milano Beppe Sala durante un’intervista al Tg1, ma avrebbe già avuto l’appoggio di svariati altri sindaci d’Italia e della Lombardia.

Coronavirus, verso chiusura dei tabaccai

Intervistato dal Tg1, il sindaco Beppe Sala ha spiegato come la chiusura dei tabaccai si sia resa necessaria a seguito della mancata osservanza delle regole da parte dei cittadini, che in molti casi si ritrovavano ad affollare proprio i rivenditori di sigarette per giocare ai gratta e vinci o ai videopoker: “Milano deve essere un fronte di resistenza per noi stessi, per la nostra salute, ma anche perché se carichiamo di più il sistema sanitario questo crolla. […] Noi stasera come sindaci dicevamo ‘chiudiamo anche i tabacchini, ci spiace ma a mali estremi, estremi rimedi’“.

Il primo cittadino meneghino ha poi sottolineato quello che è il vero rischio; cioè che con gli assembramenti ai tabaccai aumentino i contagi e quindi i ricoveri negli ospedali: “Il tema è non portare altri contagiati in ospedale, bisogna pensare anche a dei sistemi di sorveglianza attiva a casa. Il punto è questo: io penso molto ai medici che stanno facendo un lavoro incredibile, ma non possiamo sovraccaricarli ulteriormente”.

Il nodo dei supermercati

Beppe Sala ha poi parlato di un’altra importante questione irrisolta nell’emergenza coronavirus, cioè quella dell’apertura dei supermercati. Un’orario di apertura ridotto infatti comporterebbe una maggiore concentrazione di persone nello stesso luogo e nello stesso lasso di tempo, con conseguente rischio di aumento del contagio: “Per noi è sbagliato chiudere i supermarket alla domenica perché già ora ci sono code e affollamento e se riduciamo gli orari può darsi che diventa peggio. Bisogna continuare con saggezza sapendo che via via si chiude, ma si tutelano le filiere essenziali come farmaci e alimentari”.