Coronavirus: vescovo Bergamo, 'benedite chi soffre in ospedale, chiese aperte è speranza'

Coronavirus: vescovo Bergamo, 'benedite chi soffre in ospedale, chiese aperte è speranza'

Milano, 14 mar. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) – La comunità di Bergamo "è in grande sofferenza" e per molti la cosa più dura da sopportare è "non poter vivere il momento di distacco con i propri cari, le persone amate". Anche per questo, "ho invitato gli operatori sanitari che hanno voglia di farlo a benedire chi sta soffrendo o è vicino alla morte: ogni cristiano è chiamato a benedire e se è battezzato può farlo", dice in un'intervista all'Adnkronos il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, da giorni in prima linea nel conforto dei fedeli in una delle province, quella di Bergamo, tra le più devastate dai contagi da Coronavirus. E sulle chiese aperte sottolinea: "Noi, anche senza Messa, le abbiamo sempre tenute aperte: anche se sono vuote sono un segno: porte aperte verso un luogo di speranza che dà conforto".

Oggi sull'Eco di Bergamo c'erano dieci pagine di necrologi e il sindaco della città, Giorgio Gori, in un'intervista, ha parlato di "una sepoltura ogni mezz'ora". Tutto questo nell'impossibilità di dare l'ultimo saluto ai propri cari ricoverati, per paura dei contagi. "Questa è una prova molto forte dal punto di vista dei sentimenti. In questo momento ho ricevuto la telefonata di un sacerdote in quarantena che ha perso il suo papà". E' difficile anche per uomini di chiesa accettare tutto questo.