Coronavirus, via libera del ministero ai tamponi rapidi: anche in auto

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A seguito di una circolare diramata nella serata del 3 aprile il ministero della Salute ha dato il via libera ai cosiddetti tamponi rapidi, che permetteranno una più semplice e veloce rilevazione del coronavirus Sars-CoV-2 in pazienti considerati a rischio come i dipendenti delle strutture ospedaliere o delle Rsa. Viene inoltre dato il via libera anche alle cosiddette “drive in clinics”, con il prelievo del campione biologico del paziente direttamente dal finestrino dell’automobile.

Coronavirus, ok ai tamponi rapidi

All’interno della circolare del ministero sono inoltre inclusi (come soggetti interessati dal tampone rapido) anche gli operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, o comunque affetti da una lieve sintomatologia, al fine di decidere l’eventuale sospensione dal lavoro. A questi vanno poi aggiunti gli operatori, anche asintomatici, delle Rsa e altre strutture residenziali per anziani nonché gli stessi anziani aventi patologie debilitanti come malattie polmonari, tumori, malattie cerebrovascolari, insufficienza cardiaca e patologie renali.

La circolare precisa inoltre come all’interno delle aree del Paese dove viene riscontrata una limitata diffusione del coronavirus si debba procedere – se le risorse lo rendono possibile – con test diagnostici in tutti i pazienti affetti da infezione respiratoria. Al fine di ottimizzare le risorse ospedaliere infine, chi è stato già diagnosticato positivo non dovrà sottoporsi nuovamente al test rapido.

Il nuovo test rapido permetterà di ottenere risultati dell’eventuale contagio entro 36 ore; un notevole risparmio di tempo che potrà consentire un maggior numero di controlli sul territorio nazionale, nonché un campione statistico più elevato da cui poi elaborare dati completi sulla diffusione della pandemia in Italia.