Coronavirus, virale il post dell’immunodepressa genovese

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Lo sfogo su Facebook di una donna immunodepressa di Bogliasco è diventato virale in poco tempo. Nel post la donna racconta della sua malattia e invita tutti alla sensibilità e maggiore informazione per quanto riguarda il coronavirus.

Coronavirus, il post di un’immunodepressa

Più di 15mila like, oltre 1500 commenti e oltre 8mila condivisioni. Questi sono i numeri di un post che in meno di 24 ore è diventato virale su Facebook. Protagonista è una 33enne di Bogliasco (Genova) Serena De Pasquale, educatrice che lavora nel sociale e da anni sa cosa significa lottare contro una malattia ben più grave del coronavirus: “Empatia , questa sconosciuta… Dunque, Nel caso remoto che qualcuno ancora non lo avesse capito , il Covid-19 (Coronavirus) è “solo” un’influenza! Tranquilli perché “muoiono ‘solo’ vecchi, immunodepressi, malati oncologici e chi ha altre complicazioni”. Eccomi… malata oncologica, trapiantata, immunodepressa”.

4 anni di lotte

In questo suo lungo post, Serena si racconta e ci tiene a descrivere la situazione odierna vista da una malata immunodepressa, costretta da a nni a lottare contro batteri e virus: “Ieri mio marito è stato in Farmacia a prendere le mie consuete medicine e le mascherine che uso all’incirca da 4 anni TUTTI i giorni per proteggermi dai vari virus , batteri, infezioni , malattie che potenzialmente potrebbero colpirmi… e vi assicuro che non si tratta ‘solo di influenza’. Ovviamente, come in tutta Italia, erano esaurite e disponibili su ordinazione a prezzi folli! Sono delusa? Un po’, ma se proprio devo trovare il lato positivo di tutta questa storia è che mi auguro che porti con se maggiore rispetto, informazione e sensibilità! (..).Mi auguro che le persone abbiano capito l’importanza dei vaccini, della prevenzione”.

Maggiore empatia

Il post in poche ore è diventato virale e sulle pagine del Secolo XIX ha voluto evidenziare il concetto della sensibilità, ringraziando però i suoi medici che da anni lottano con lei: “La riconoscenza assoluta per la medicina, i suoi operatori e le eccellenze che abbiamo la fortuna di avere in Italia!”

“Dopo diversi cicli di chemio che non sono andati a buon fine– continua Serena- mi sono sottoposta a due trapianti di midollo, nel 2017 e 2018. Sono trascorsi due anni dall’ultimo trapianto, fatto con il midollo di mio papà, e ora sono in remissione: con il trapianto si azzera il sistema immunitario, quindi sono a rischio di prendermi qualunque cosa: ma ci sono abituata, sono 4 anni che vivo così e il Coronavirus è solo l’ultimo problema dopo una lunga serie”.