Coronavirus, virologi: “I giovani non capiscono, chiudiamo i locali”

Coronavirus, virologi consigliano di chiudere i locali

L’emergenza Coronavirus ha costretto il Governo ad adottare misure straordinarie, come il “consiglio” di non uscire di casa se non per “motivi di lavoro”. Molti, tuttavia, soprattutto i più giovani, sembrano ancora non aver capito la reale portata della crisi. Infatti le vie del centro del capoluogo lombardo continuano ad essere piene di persone uscite per divertirsi.

Coronavirus, virologi: “Non uscite di casa”

I malati hanno raggiunto quota 6mila, e ci sono anche 230 morti accertati. Il Governo raccomanda di fare attenzione e di non uscire di casa, ma molti non hanno rispettato queste raccomandazioni. Sabato 7 e domenica 8 marzo le grandi città hanno vissuto il consueto affollamento nei quartieri della movida. Milano ha visto molta gente uscire per fare shopping. A Genova molti sono andati in spiaggia. Questi comportamenti sono stati aspramente condannati dall’ospedale Sacco di Milano, il quale ha chiesto alle autorità di valutare la chiusura dei locali.

“In troppi si comportano come se il Coronavirus non li riguardasse come se fosse solo un problema degli anziani”, ha sottolineato Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica. Il comportamento di chi si sta disinteressando alle raccomandazioni è “triste” e denota “scarsa responsabilità sociale”. L’idea che il virus sia un problema solo per gli anziani, ha aggiunto, è sbagliata “da un punto di vista epidemiologico” e porta alla “possibilità di contagiare le categorie più fragili con gravi conseguenze”.

Dello stesso parere anche il virologo Massimo Galli, direttore responsabile del reparto malattie infettive del Sacco. “Se i giovani reagiscono così non c’è che un modo, chiudere i locali – ribadisce -. Si devono rendere conto che la situazione è tale che un giovane se la piglia, la passa al nonno e rischia di ammazzarlo. Questo va fatto comprendere con una certa chiarezza”.