Coronavirus, Vissani: "Chiudere l'Italia e poi dare soldi cash alle imprese"

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“Bisognava essere più rigidi, più severi. Chiudere tutta l’Italia con l’esercito e i militari nelle strade. E poi ripartire dando agli italiani e soprattutto alle piccole imprese soldi cash per ricominciare”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos il pluridecorato chef Gianfranco Vissani. Ed ha aggiunto: “Non so quanto il nostro Paese possa ancora resistere. L’Italia è turismo, enogastronomia, piccole e medie imprese. Tutto fermo. Tutto chiuso. Non so se riusciremo a ricominciare. Questo drammatico virus è un’onda lunga che non accenna a diminuire”.  

“Sono chiuso nella mia casa in Umbria, in località Baschi, nella cella frigorifera ho circa 10mila euro di provviste. Mangeremo, ma poi se il governo non ci aiuta falliremo tutti. O forse ancora meglio, in mano ai cinesi o ‘acquistati’ a prezzi stracciati, come sta avvenendo a Milano, da ricchissimi arabi. Come ha proposto Berlusconi - ha proseguito Vissani - sono d’accordo sull’ipotesi di un condono fiscale a tutti gli italiani per darci la possibilità di ripartire”.  

Cambierà il modo di intendere la ristorazione dopo il coronavirus, ci sarà una riconversione del settore? Pasti e pranzi a domicilio, per esempio? “Non penso ci possa essere una riconversione del settore - ha risposto il noto chef - Non è così facile. Servono celle frigorifere ad hoc, camioncini per il trasporto del cibo. E poi i ristoranti, come il mio, sono a conduzione familiare. Lo ripeto, a mio avviso è impossibile”.