Coronavirus, Vo’: seconda vittima del gruppo che giocava al bar

Coronavirus, Vo’: seconda vittima del gruppo che giocava al bar

È morto a 67 anni a Vo’ il compagno di avventure di Adriano Trevisan, la prima vittima italiana di Coronavirus. Renato Turetta era solito giocare a carte con il 77enne venuto a mancare il 21 febbraio. Proprio in questi incontri sarebbe potuto avvenire il contagio, che aveva portato al ricovero di Turetta all’ospedale di Padova.

Coronavirus: morto a Vo’ uno dei primi contagiati

Renato Turetta aveva 67 anni ed era ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Padova. Ma non ce l’ha fatta a sopravvivere al Coronavirus, contratto probabilmente a inizio febbraio. L’uomo era solito giocare a carte alla Locanda del Sole di Vo’ insieme ad alcuni amici. Fra questi c’era anche Adriano Trevisan, 77 anni, che il 21 febbraio ha perso la vita proprio a causa del virus cinese, diventando così la prima vittima italiana.

In quei giocosi incontri potrebbe essere avvenuto il contagio che aveva portato al ricovero di Turetta all’ospedale di Schiavonia, per le complicanze di quella che sembrava solo una brutta influenza. Dopo la morte di Trevisan, Turetta è stato sottoposto al tampone per il Coronavirus, risultando positivo. Da lì l’uomo è stato portato a Padova, prima nel reparto Malattie Infettive e poi in Rianimazione. Nel frattempo l’ospedale di Schiavonia è stato isolato ed evacuato.

Dal miglioramento al tracollo

Dopo il ricovero a Padova il quadro clinico di Renato Turetta sembrava in miglioramento. Ma nei primi giorni di marzo ha avuto inizio il tracollo. I medici hanno dovuto sedarlo e intubarlo una seconda volta. L’uomo è rimasto in stato di coma fino alla sera del 10 marzo, quando non c’e l’ha più fatta.

Turetta ha lasciato la moglie Cristina e la figlia Manuela, oltre a tanti amici. “Era molto attivo nel mondo del volontariato, faceva parte del gruppo alpini e quando c’era bisogno di dare una mano lui non si tirava mai indietro» racconta un concittadino addolorato.

Il decesso di Turetta è arrivato proprio nel giorno in cui il sindaco Giuliano Martini aveva considerato il Covid-19 quasi debellato. Tra il primo e il secondo giro di tamponi, infatti, il numero dei contagiati aveva subito un importante calo: dal 3 per cento all’1,5 per mille.