Coronavirus, Wwf: legame tra pandemie e perdita di natura -4-

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Roma, 14 mar. (askanews) - L'IPBES (Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell'ONU), nel 2019 ha segnalato che l'azione distruttiva dell'uomo verso la natura ha raggiunto livelli senza precedenti. Il 75% dell'ambiente terrestre e circa il 66% di quello marino sono stati modificati in modo significativo e circa 1 milione di specie animali e vegetali, come mai prima si era verificato nella storia dell'umanità, rischiano l'estinzione; mentre secondo i dati del Living Planet Report redatto dal WWF nel 2018, in poco più di 40 anni il pianeta ha perso in media il 60% delle popolazioni di vertebrati.

In 50 anni la popolazione mondiale è raddoppiata, così come dal 1980 sono raddoppiate le emissioni di gas serra, provocando un aumento delle temperature medie globali di un 1°C rispetto all'epoca preindustriale e causando un aumento del livello medio globale del mare tra i 16 e i 21 centimetri dal 1900. Oggi inoltre abbiamo perso circa il 50% della superficie delle foreste, che ospitano circa l'80% della biodiversità terrestre, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico, proteggono la nostra salute e garantiscono la nostra sopravvivenza: secondo dati più recenti, infatti, le foreste pluviali producono da sole oltre il 40% dell'ossigeno atmosferico. (Segue)