Coronavirus, Zaia: “Domani in Veneto negozi di alimentari chiusi”

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Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha deciso di affrontare l’emergenza coronavirus a modo suo e per questo ha dichiarato che domani, domenica 22 marzo, anche i negozi di alimentari rimarranno chiusi nel territorio da lui amministrato. “Nella mia ordinanza ho chiuso tutte le rivendite di alimentari e di bevande aperte di domenica – ha detto in conferenza stampa Zaia – è un sacrificio che chiedo ma questa è una battaglia che dobbiamo fare in squadra”.​ Una decisione netta e decisa, che non va nella stessa direzione delle scelte fatte dal governo che vuole lasciare i supermercati aperti anche di domenica, seppur per mezza giornata. In Veneto dunque, dove i casi totale secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile del 20 marzo sono 4031, domani rimarranno aperte solo le farmacie, le parafarmacie e le edicole.

Zaia: in Veneto chiusi anche gli alimentari

Non ritiro l’ordinanza del Veneto – ha detto in modo fiero Luca Zaia – per me resta valida fino al 3 aprile, a meno che non accada che il 25 marzo il Governo reiteri un nuovo decreto e la faccia diventare inutile, adottando misure ancora più restrittive. Ai veneti chiedo di rispettare le regole che abbiamo dato. Se il Veneto in questo momento vive l’emergenza del coronavirus non numeri non paragonabili a quelli di altri lo si deve anche al grande impegno dei Veneti, alla conformazione del territorio, al fatto che non vi sono dei conglomerati metropolitani, che vi è una sanità molto capillare e molto presente, che sono stati fatti molti tamponi“.

Le decisioni autonome delle regioni

L’iniziativa di Zaia è figlia dei poteri legittimati in carico alle regioni di poter varate delle ordinanze che rispecchino in maniera più prossima le necessità di ogni singolo territorio. Come il Veneto anche altre regioni come la Campania, la Sardegna, l’Emilia -Romagna e la Toscana hanno adottato delle ulteriori misure restrittive nella lotta al coronavirus che vanno dagli orari dei supermercati alla chiusura dei parchi, passando per l’impossibilità di fare jogging. Un decreto dopo l’altro che spesso ha spiazzato i cittadini, resi confusi su quali comportamenti si possano o meno avere.