Coronavirus, Zaia: “A Padova stiamo sperimentando un farmaco innovativo”

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Zaia conferma la sperimentazione a Padova di un farmaco innovativo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’annuncio del governatore della Regione Veneto arriva nella giornata di mercoledì 13 marzo. “Stiamo con la guardia alta, preoccupati per l’evoluzione della situazione. Purtroppo questo virus è arrivato in Italia con la fama di essere una simil-influenza. Definizioni di questo tenore purtroppo ci sono state date anche da autorevoli esponenti del mondo scientifico”, ha rivelato Zaia. Nel frattempo, a Napoli migliorano altri tre pazienti a cui è stato somministrato il farmaco anti-artrite.

Padova, farmaco sperimentale anti-coronavirus

Il governatore è ora molto preoccupato per la situazione nella sua regione e per gli sforzi del sistema ospedaliero. Il vero tema è quello della terapia intensiva, e un primo limite è dato dall’approvvigionamento delle macchine sul mercato“, ha detto, rivelando la sua inquietudine. “In Veneto possiamo creare anche 600 posti in terapia intensiva. L’altro problema è dato dalle mascherine, che si acuisce tra chiusura delle frontiere e truffe tanto che anche noi abbiamo perso un carico di 550mila mascherine proprio per questo motivo. Vi annuncio che stiamo collaudando e predisponendo un presidio nostro da dare ai cittadini in merito, attivando poi la distribuzione“, ha proseguito.

Inoltre, il governatore del Veneto ha parlato della possibilità di ulteriori restrizioni: “Mi chiedono ulteriori chiusure, ma questi temi non possono essere affrontati legalmente dalla Regione. So però che a livello nazionale si stanno radunando anche oggi per discutere di questo tema”. Zaia lascia spazio anche alla speranza nel suo discorso, parlando di un possibile farmaco innovativo.

“L’ospedale di Padova – continua Zaia – insieme allo Spallanzani di Roma e al Sacco di Milano sta sperimentando questo farmaco che sembra sia innovativo. Incrociamo le dita, secondo quanto ci dicono i medici in una decina di giorni dovremmo avere già i primi risultati perché ci sono dei pazienti che lo stanno testando”.