Coronavirus, Zaia: "Si teme impennata contagi"

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"C'è preoccupazione per i 600 casi della Lombardia, per i 200 del Veneto, con i 33 in cura in ospedale, dei quali 11 in terapia intensiva. E i modelli, gli algoritmi ci danno un'impennata dei contagi". Lo ha sottolineato il presidente del veneto, Luca Zaia, in relazione all'emergenza coronavirus. 

"Fino ad ora abbiamo cercato di circoscrivere i contagi, ma è emblematico il caso di Treviso, con il contagio avvenuto all'interno di un ospedale", ha spiegato e quindi ha tenuto a sottolineato che "sembra ci siano nuove direttive da parte dell'Oms rispetto all'utilizzo dei presidi".  

"L'attività delle scuole rimane sospesa per un'altra settimana, e quindi il personale entrerà, ma non ci saranno gli studenti. Nella discussione di oggi, durata ore, la grande preoccupazione dei clinici e degli esperti di contagi va proprio verso le scuole ed i luoghi di culto. Noi chiesto che per questi ultimi si dia un respiro e si possa concedere, con tutte le preoccupazioni del caso, che si aprano", ha proseguito. 

"Nessuno vuole forzare la mano ai clinici. Io e i miei colleghi non ci assumiamo la responsabilità di scelte che possano mettere a repentaglio la salute dei veneti", ha sottolineato. 

"La mia linea non è distante da quella del governo rispetto alle soluzioni, posso dire che è però fondamentale essere chiari con le indicazioni per i cittadini: altrimenti è inevitabile il raffronto tra ristorante e centro commerciale, tra centro commerciale e la palestra, tra palestra e piscina, come è avvenuto in questa settimana", ha evidenziato ancora. 

"Ho chiesto al Governo che qualora venga emanato il Dpcm, su questo il governo scriva nella circolare che è redatta da loro, che con i tenici hanno definito i parametri", ha concluso.