Coronavius in Lombardia: raccomandata misurazione febbre nei supermercati

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Stando all’ordinanza emessa in data 21 marzo 2020 da Regione Lombardia per contenere il coronavirus, ai supermercati si raccomanda la misurazione della febbre ai clienti in fila all’ingresso. Qualora sia superiore a 37,5 gradi, gli addetti avranno l’obbligo di impedire che il cittadino entri nella struttura perché potrebbe potenzialmente essere infetto e quindi alimentare la catena di contagi.

Misurazione della febbre nei supermercati in Lombardia

La norma non riguarda solo i supermercati bensì anche le farmacie. Ai loro gestori, oltre che il mantenimento della distanza di sicurezza tra i clienti, è raccomandato anche verificare la loro temperatura corporea. Così recita infatti la norma firmata dal Presidente Fontana: “Si raccomanda di provvedere alla rilevazione sistematica della temperatura anche ai clienti presso o supermercati e le farmacie. Oltre che ai dipendenti dei luoghi di lavoro, se aperti, e a tutti coloro che vengono intercettati dall’azione di verifica del rispetto dei divieti dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Locale“.

Qualora la temperatura superasse quella massima consentita, il soggetto sarà obbligato, oltre che a non entrare nell’esercizio commerciale, a rimanere presso la propria residenza e a limitare al massimo i contatti sociali. Se questa continua a rimanere sopra i 37.5, si consiglia anche di contattare il medico curante.

Non è ancora chiaro chi dovrà misurare la febbre all’ingresso degli esercii, cosa che rimane per ora una raccomandazione e non un obbligo. Al momento questa è limitata a supermercati e farmacie e non alle altre attività aperte ovvero edicole e, solo per la vendita di generi di monopoli e valori bollati, tabaccai.