Corpi morti nel container dell’Essex: l’autista si dichiara colpevole

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Maurice Robinson, l’autista del camion sul quale sono stati trovati morti 39 corpi in un container, si è dichiarato colpevole. Il caso delle morti vietnamite su un mezzo diretto nel Regno Unito, quindi, ha registrato una svolta. Il giovane di 25 anni, da quanto si apprende, avrebbe ammesso il suo coinvolgimento nell’immigrazione clandestina. Ma non è tutto: Maurice avrebbe anche confessato di aver ricevuto del denaro di provenienza criminale.

Corpi morti cointainer: autista colpevole

Era il 23 ottobre scorso quando 39 corpi morti vennero ritrovati all’interno di un cointainer che dal Belgio aveva raggiunto l’Essex, nel sud di Londra. In un primo momento le vittime vennero identificate come cinesi, ma poi si scoprì che in realtà erano vietnamite. A poco più di un mese di distanza arriva la prima svolta nelle indagini. L’autista, Maurice Robinson, un giovane di 25 anni originario dell’Irlanda del Nord, ha confessato la sua colpevolezza. Il ragazzo, infatti, sarebbe stato fermato subito dopo la scoperta delle morti vietnamite: era accusato di far parte di una rete internazionale di trafficanti. Tuttavia è stato lui stesso a confessare (durante un collegamento con la prigione di Belmarsh) di aver ricevuto del denaro e di essere coinvolto nell’immigrazione clandestina.

Il secondo autista

Inoltre, da quanto si apprende. è stato avviato il processo di estradizione (dall’Irlanda al Regno Unito) del secondo autista, Eamonn Harrison, anche lui accusato di omicidio colposo e traffico di esseri umani. Eamonn avrebbe guidato il camion fino al porto di Zeebrugge in Belgio. Poi avrebbe lasciato la guida del tir al compagno, giunto fino al parcheggio dell’Essex dove sono stati scoperti i corpi.