Corridoi umanitari, Fcei: patrimonio di Italia che propone a Ue

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Roma, 8 ott. (askanews) - "Un'esperienza e un patrimonio italiano si propone all'Europa". Così definisce i corridoi umanitari, il Professor Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, un progetto della Federazione delle chiese evangeliche italiane (Fcei) e della comunità di Sant'Egidio, incentrato su queste "alternative al traffico umano e alla morte in mare".

L'esperienza nasce in italia nel 2014, frutto della tragedia italiana del 3 ottobre del 2013 quando in Italia più che in altri Paesi europei ci si è accorti della drammaticità della situazione e della urgenza di trovare vie alternative per contrastare il traffico umano. "Le autorità italiane ci hanno dato retta. Nel giro di quattro anni siamo riusciti ad integrare già 2.000 persone in Italia e speriamo a breve di potere firmare un terzo protocollo", racconta il professore intervenendo ad una conferenza stampa dal titolo "Dai corridoi umanitari italiani a quelli europei" a cui ha partecipato la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re. (Segue)