Corruzione, blitz Gdf tra Roma e Napoli: 4 persone in carcere

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Roma, 21 nov. (askanews) - "Soggetti probabilmente ormai privi di inibizioni e la assoluta naturalezza con cui gli indagati 'hanno piegato la funzione pubblica degli uffici del provveditorato opere pubbliche e degli altri, a una sorta di 'cosa privata' in virtù della quale hanno disposto a loro piacimento di una serie indeterminata di laavori conferiti sempre alle stesse ditte riferibili ai soggetti dai quali hanno ricevuto remunerazioni illecite di vario tipo o natura". Così scrive il gip del tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, in un passo dell'ordinanza di custodia emessa nei confronti di 3 funzionari pubblici e di un imprenditore che da stamane sono in carcere. Nel provvedimento giudiziario di 70 pagine si circostanziano le diverse contestazioni a carico dei 20 indagati. La Guardia di finanza ha eseguito anche altre misure cautelari, con 11 persone agli arresti domiciliari e le restanti all'obbligo di firma.

L'indagine per corruzione si incentra sui lavori che dovevano esser effettuati nella cittadella di piazzale Clodio e non solo. Come il camminamento che collega le celle dei detenuti alle aule di udienza; la sistemazione degli impianti di climatizzazione e antincendio presso gli uffici della corte d'appello in via Giulio Cesare; la ristrutturazione dei servizi igienici, con eliminazione delle infiltrazioni d'acqua, oltre alla compartimentazione della sala Ced e alla messa a norma della centrale termina del ministero della giustizia, del casellario giudiziario. A completare la lista delle opere anche l'infiltrazione di acqua piovana in un primo tratto del camminamento che dalle celle di sicurezze portava alle aule di udienza del tribunale e poi l'adeguamento dei lavori delle ex celle ad archivio nella corte d'appello in via Romeo Romei.

Per facilitare i contratti si utilizzavano regalie varie e facilitazioni. Dagli smartphone ai tartufi, fino all'assunzione di un parente in un centro commerciale. Per gli impiegati e funzionari c'era un po' di tutto, secondo quanto ricostruito dalla Gdf. Per l'affido di un contratto gli imprenditori coinvolti potevano offrire aiuto nella nomina a direttore generale di un ministero; l'acquisto di una casa a prezzo vantaggioso, ma anche lavori di manutenzione, come la costruzione di una piscina o assunzione di familiari nelle imprese. In una intercettazione ricordata dal gip un indagato spiega: "Io su quella lì non ho bevuto acqua…ma lei a chi ha fatto bere?". E' uno dei funzionari che è al telefono con un imprenditore. La conversazione è inerente a una gara d'appalto e per il giudice Anna Maria Gavoni dimostra la "spregiudicatezza dei funzionari" sotto indagine.