Corruzione, l’Italia migliora ma resta lontana dai Paesi più onesti

L’Italia ottiene un punteggio di 52/100 nell’indice, con un miglioramento di 2 punti rispetto al 2017 e passa dal 54° al 53° posto in classifica. (Credits – Transparency international)

Continua a migliorare l’Italia quando si parla di corruzione, ma il Belpaese resta ben lontano dai Paesi considerati più onesti al mondo. A dirlo l’Indice di percezione della corruzione (Cpi) pubblicato da Transparency international e che pone l’Italia al 53° posto nella classifica dei Paesi meno corrotti.

L’Italia ottiene un punteggio di 52/100 nell’indice, con un miglioramento di 2 punti rispetto al 2017 e passa dal 54° al 53° posto in classifica. Un piccolo passo avanti, ma che conferma il trend che vede l’Italia risalire la classifica negli ultimi anni, con il Belpaese che nel 2012 era posizionato al 70° posto. Ma cosa ha portato a questi miglioramenti negli ultimi sei anni?

Merito delle leggi sull’anticorruzione e la nascita dell’Anac, ma la strada è ancora lunga. “Il CPI ci dice che, con fatica e lentamente, la reputazione del nostro Paese sta migliorando. Siamo sulla strada giusta ma non dobbiamo assolutamente accontentarci. Miglioramenti possono arrivare dall’implementazione della recentissima legge anticorruzione, una legge che andrà valutata sulla sua capacità di incidere concretamente nel Paese” ha detto il presidente del capitolo italiano dell’organizzazione che si occupa proprio di lotta alla corruzione, Virgilio Carnevali.

Va sottolineato, comunque, che due terzi dei Paesi ha un punteggio inferiore a 50 (cioè peggio dell’Italia), mentre “Dal 2012 solo 20 Paesi hanno visto migliorare in maniera significativa il loro punteggio e tra questi vi è l’Italia con uno degli incrementi maggiori (+10 punti). Sono invece 16 i Paesi che hanno subito un forte peggioramento, tra cui l’Australia, l’Ungheria e la Turchia” come spiega Transparency.

Ma quali sono i Paesi meno corrotti? Al primo posto si posiziona la Danimarca, con un punteggio di 88, seguita dalla Nuova Zelanda, che si ferma a 87 e perde la vetta, mentre al terzo posto c’è la Svezia con 85 punti e che guadagna tre posizioni. E in fondo alla classifica? Somalia, Sud Sudan e Siria si posizionano agli ultimi posti con rispettivamente 10, 13 e 13 punti.

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