Corruzione trasversale

Giuseppe Colombo

Dalle carte della procura di Roma emerge un sistema di corruzione trasversale, tipicamente romano, che "il vento nuovo" dell'amministrazione 5 Stelle non è riuscito a spazzare via. Nulla è cambiato. L'unica grande opera in corso di realizzazione nella Capitale, il nuovo stadio dell'As Roma, finisce imbrigliata dentro un sistema di favori e promesse che collegano imprenditori e politici di tutte le principali forze politiche.

Una macchia sulla gestione e sul controllo del Campidoglio e della Regione Lazio sull'infrastruttura, nata con l'amministrazione di Ignazio Marino e successivamente modificata con Virginia Raggi, sbandierando un cambio di passo su trasparenza, onestà, rispetto dell'ambiente e dei soldi pubblici. Proprio ieri, ironia della sorte, la sindaca dei 5 Stelle scriveva un tweet lanciando l'hashtag #unostadiofattobene.


La Procura di Roma è convinta che per molti questa opera fosse pensata fin troppo bene perché ingabbiata in un'associazione per delinquere che ha portato a nove arresti eccellenti (sei in carcere, tre ai domiciliari) e sette indagati.

Gli arrestati e gli indagati

Sono 16 le persone citate, tra indagati e arrestati, nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Maria Paola Tomaselli. In carcere sono finiti l'imprenditore Luca Parnasi, proprietario di Eurnova e proponente del progetto dello stadio di Tor di Valle, il suo braccio destro Luca Caporilli, il dirigente di Eurnova Simone Contasta, il collaboratore della società Giulio Mangosi, l'avvocatessa dell'azienda Nabor Zaffiri e il commercialista di fiducia Gianluca Talone.

Agli arresti domiciliari invece il consigliere...

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