Corsa record a Hong Kong nell'ippodromo "vuoto per virus"

Francesco Palmieri

Doppio record quest'oggi a Happy Valley, il celeberrimo ippodromo sull'isola di Hong Kong che fa tutt'uno con la storia dell'ex colonia britannica. Il purosangue Stronger, fantino Zac Purton, ha galoppato nei più veloci mille metri sull'iconica pista: 56,11 secondi contro i 56,25 di Mr Lumieres del novembre scorso.

L'altro record è invece triste ed è stato battuto sugli spalti. Mai così poca gente alle corse nell'ultracentenaria vita di Happy Valley: un deserto punteggiato da 122 presenze. Colpa del coronavirus che dalla madrepatria Cina è già filtrato, anche se flebilmente, a Hong Kong.

Più che la paura, che se la batte con la passione, ha tenuto tutti a casa la direttiva dell'Hong Kong Jockey Club. Su richiesta del governo locale, alle corse del 12, 16 e 19 di questo mese sono stati ammessi soltanto gli allenatori, i fantini, i funzionari e gli steward del Club, i proprietari dei cavalli e gli starter, dietro obbligo di farsi misurare la temperatura corporea all'ingresso e di indossare le mascherine sanitarie durante le corse. In totale, appunto, 122 anime.

Lo scenario delle tribune vuote non ha avuto effetti sul cavallo Stronger, ma colpisce molto il paragone con l'edizione del Fanling Handicap di febbraio dell'anno scorso: quel giorno 18.099 spettatori gremivano l'ippodromo.

Happy Valley, malgrado il nome una vallata malsana secondo i dettami del feng shui, la geomanzia cinese, ospita lo storico cimitero hongkonghese e dal 1846 le corse ippiche; il Jockey Club, con le sue esclusive regole di ammissione, fu fondato nel 1884 e preceduto, dal 1959 fino al ritorno di Hong Kong alla Cina nel 1997, dal titolo di 'Royal' concesso dalla regina Elisabetta II.

Gli introiti in monopolio ricavati dalle scommesse hanno contribuito per decenni a rimpinguare le casse dell'erario hongkonghese.