Corte Appello Napoli: affari camorra su mascherine anti Covid

Red
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Napoli, 28 gen. (askanews) - La criminalità organizzata si ricicla e si adegua alle esigenze contingenti: è quanto accaduto nel distretto giudiziario di Napoli dove la camorra, in tempi di Coronavirus, ha investito i propri proventi illeciti e riciclato il denaro sporco nella realizzazione e nel commercio di mascherine. Lo ha spiegato dal presidente della Corte d'Appello di Napoli, Giuseppe De Carolis, che ha anticipato ai giornalisti i contenuti della sua relazione in vista della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

"In questa fase economica emergenziale conseguente alla pandemia da Covid-19, il riciclaggio e il reinvestimento di denaro da parte della criminalità organizzata è risultato più difficoltoso, non potendo accedere agevolmente al tradizionale mercato delle imprese turistiche della ristorazione e dell'abbigliamento, ma ha trovato - si legge nella relazione - nuove fonti di riciclaggio e guadagno dalla commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e, in particolare, di mascherine protettive, che sono state vendute in grossi quantitativi anche ad enti locali e ospedalieri".

"La camorra riesce, con facilità, a spostare i suoi investimenti - ha detto De Carolis in conferenza stampa - a seconda della situazione, a testimonianza della vitalità dell'impresa camorristica per riciclare il denaro. Non potendo fare estorsione ai negozi, che erano chiusi, la camorra è stata in grado di produrre e di vendere mascherine evidenziando la commistione tra imprenditori insospettabili e criminalità organizzata".