Corte appello Torino conferma nesso tumore alla testa e cellulare -3-

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Roma, 14 gen. (askanews) - Criticato anche dai consulenti della corte d'Appello lo studio dell'Iss dell'agosto 2019 perché "usa in modo inappropriato i dati sull'andamento dell'incidenza dei tumori cerebrali… non tiene conto dei recenti studi sperimentali su animali", e pur dichiarandosi incerto sugli effetti associati ad un uso intenso e prolungato di cellulari, "non ha diramato raccomandazioni più stringenti sui limiti di esposizione a RF (campi elettrici e magnetici nella gamma della radio frequenza), in particolare per i bambini e gli adolescenti".

E su questo punto gli avvocati ricordano che due dei firmatari dello studio Iss, sono uno membro e l'altro consulente Icnirp, quindi "in posizione di conflitto di interessi secondo la sentenza di oggi".

"Ciò che ci interessava di più dal punto di vista legale era la conferma che gli studi 'negazionisti' finanziati dall'industria non potessero andare a fondare, influenzandolo, il ragionamento dei consulenti dei tribunali nelle cause che riguardano la telefonia mobile", ha dichiarato l'avvocato Stefano Bertone, sottolineando: "La Corte d'Appello ci dà ragione con un concetto tanto semplice quanto decisivo: siccome l'industria ha interesse all'esito degli studi, chi lavora per lei o con suoi soldi esprime pareri meno attendibili di chi fa ricerca senza tornaconto". "Mi auguro - aggiunge - che la notizia di questa decisione, in mancanza delle informazioni del settore pubblico, spinga i genitori a riconsiderare attentamente il rapporto e la vicinanza dei loro figli con i dispositivi mobili".

Laura Masiero, di Apple, l'Associazione ideatrice e sostenitrice del contenzioso ricorda: "Ancora una volta un lavoratore si è ammalato perché non era stato informato sui rischi dell'uso prolungato del cellulare all'orecchio e sulla necessità di modalità di utilizzo protettive come il viva voce o l'auricolare con il filo. I giudici scrivono un'esemplare sentenza". Masiero, inoltre lancia un allarme: "Membri Icnirp o ex Icnirp sono tuttora presenti nelle file delle istituzioni italiane preposte alla tutela della salute (Iss). Istituzioni che continuano, nonostante le evidenze scientifiche, a negare qualunque effetto cancerogeno e biologico delle Rf, utilizzando in modo inappropriato i dati esistenti e selezionandoli in maniera strumentale. Sono assolutamente colpevoli di lasciare il pubblico nell'incertezza senza informarlo, come sarebbe loro dovere, sui possibili rischi dell'esposizione prolungata e massiccia di lavoratori, studenti, cittadini e soprattutto dei più piccoli e delle categorie più fragili, come gli elettrosensibili". "Questo - aggiunge - nonostante la sentenza del Tar Lazio che ha richiamato i ministeri competenti a realizzare quelle campagne informative capillari previste dalla legge".

E "ci chiediamo cosa accadrà con l'arrivo, peraltro osteggiato ormai da oltre 120 comuni, del 5G: irradiazione obbligatoria e ubiquitaria dalla terra e dallo spazio su tutti. Uno schiaffo alla democrazia, alla sicurezza dei nostri dati e a quella personale col rischio di un prossimo dell'aumento dei limiti di esposizione da 6 a 61 Volt per metro".