Corte costituzionale boccia tagli a stipendi manager pubblici del 2010

Roma, 11 ott. (LaPresse) - La Corte costituzionale ha deciso quest'oggi l'illegittimità costituzionale parziale e la manifesta inammissibilità ai tagli previsti dal decreto legge 78 sulla Manovra economica 2011-2012 per i dipendenti pubblici convertito in legge il 30 luglio 2010. Bocciata in dettaglio la riduzione degli stipendi superiori ai 90mila euro lordi (-5% per la parte eccedente questo importo) e 150 mila euro (-10%). La Consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittima anche la mancata erogazione di acconti, conguagli e indennità speciali per il personale di magistratura. La norma prevedeva che non fossero erogati né recuperabili gli acconti degli anni 2011, 2012 e 2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012. Che per il triennio 2013-2015 l'acconto spettante per l'anno 2014 sia pari alla misura già prevista per l'anno 2010 ed il conguaglio per l'anno 2015 venga determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014. Bocciato il contributo di solidarietà introdotto nel 2011 per i dipendenti pubblici che guadagnano più di 90.000 euro. A sollevare le pregiudiziali di costituzionalità erano stati i Tar di undici Regioni: Campania, Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Veneto, Umbria, Sardegna, Liguria Calabria, Emilia Romagna e Lombardia. Nel dettaglio la Corte ha bocciato l'articolo 9 commi 2 e 22, l'articolo 12 commi 7 e 10.

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