Corte dei conti chiede 4,5 mln di danni per occupazione Casapound -2-

Nav

Roma, 23 dic. (askanews) - La Procura regionale della Corte dei conti - si spiega - 'ha ritenuto che dai fatti appena descritti ed accertati sia derivato un danno concreto e attuale alle pubbliche finanze derivante dal mancato utilizzo o messa a reddito dell'immobile occupato, con relativa perdita economica per le finanze pubbliche, calcolata utilizzando quale parametro di quantificazione l'ammontare complessivo dei canoni che si sarebbero dovuti riscuotere da CasaPound e dalle famiglie occupanti nel periodo dal 1.1.2004 al 31.5.2019, euro 4.642.363,10, ovvero, in subordine, pari alle somme che si sarebbero dovute riscuotere a seguito delle omesse azioni civili e penali volte ad ottenere l'indennità di occupazione o il risarcimento dei danni, relativamente ai soli ratei ormai prescritti (quindi dal 1.1.2004 al 31.5.2014), pari a 3.583.552,16'.

Sulla base degli accertamenti svolti dall'Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza la Procura della Corte dei conti ricorda che 'l'ex Ministero della Pubblica Istruzione per oltre quarant'anni, dunque, ha sempre utilizzato l'immobile per le proprie finalità istituzionali, come sede di alcuni uffici dell'Amministrazione centrale. Nel dicembre 2003, dopo averlo sgomberato da persone e cose, la medesima amministrazione centrale ne stava valutando un diverso utilizzo, confacente a nuove esigenze organizzative, rientranti comunque nelle predette finalità istituzionali'.

I magistrati contabili ricordano anche i diversi incontri del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica che si sono succedute tra il 2004 ed il 2007. 'In queste riunioni - si spiega - come nelle successive, emergeva come il principale ostacolo allo sgombero fosse dovuto ai contestuali interventi di assistenza, da parte degli Enti locali, in favore degli occupanti in condizioni di fragilità e per l'esigenza di scongiurare presunte reazioni violente da parte degli occupanti o degli aderenti ai 'movimenti di lotta per l'abitare', con gravi ripercussioni sull'ordine e la sicurezza pubblica'.

Non va dimenticato, comunque, che il procedimento penale rispetto all'occupazione è stato definito con sentenza del Tribunale penale di Roma di non doversi procedere nell'ottobre 2007 per difetto di querela. 'Tale sentenza - inoltre - risulta passata in giudicato perché non impugnata'. Rispetto ai funzionari e dirigenti di Miur e Demanio citati i pm spiegano che 'le argomentazioni svolte nelle deduzioni personali pervenute e le dichiarazioni rilasciate in sede di audizione personale non sono state ritenute sufficienti a superare gli addebiti (tranne che per una addetta, per la quale si è proceduto all'archiviazione della relativa posizione con separato provvedimento). (Segue)