Corte dei conti chiede 4,5 mln di danni per occupazione Casapound -4-

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Roma, 23 dic. (askanews) - Insomma 'non è possibile dubitare della conoscenza dell'occupazione da parte delle amministrazioni e dei suoi dirigenti preposti al ramo di competenza - e dunque dell'identità del soggetto occupante - per la semplice ragione che essa, come emerge in particolare dal volantino dell'epoca, è avvenuta alla luce del sole ed è stata addirittura oggetto di una rivendicazione politica ('abbiamo occupato'), con tanto di indicazione dello stabile pubblico 'espropriato' quale 'punto di incontro, per tutto il rione', nonché, addirittura, sede stessa dell'associazione ('Casapound, Via Napoleone III', in basso a sinistra)'.

'Senza contare che se l'esigenza era ed è quella di dare una abitazione a soggetti in difficoltà o disagio abitativo (il che come visto, è tutto da verificare), occorreva ed occorre attivare le previste procedure di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica o altre forme di assistenza abitativa, mentre tollerare per oltre un decennio l'occupazione abusiva, dunque al di fuori di ogni regola, di decine e decine di appartamenti di proprietà pubblica, peraltro in uno stabile prestigioso del centro di Roma, oltre ad essere abnorme in uno Stato di diritto ed essere fonte di potenziale 'disintegrazione della stessa convivenza civile' (per dirla con Cassazione 24198 del 2018, cit.), finisce per ledere anche le situazioni giuridiche soggettive di tutti gli aventi diritto che da anni attendono l'assegnazione di una abitazione, in base alle regolari procedure amministrative, ai titoli di ciascun richiedente (situazione socio-economica, di reddito, ecc.) e alla posizione nelle relative graduatorie: 'se l'amministrazione intenda dare alloggio a chi non l'abbia, la via legale è l'edificazione di alloggi o l'espropriazione di private dimore secondo la legge e pagando il giusto indennizzo, e non certo garantire a dei riottosi il godimento di beni altrui' (sempre con le insuperabili parole di Cass. n. 24198 del 2018)'.