Brexit, Corte Suprema Gb: "Stop Parlamento è illegale"

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La sospensione di cinque settimane del Parlamento britannico decisa dal premier Boris Johnson "è illegale". Lo ha deciso la Corte Suprema. Una sospensione "illegale", che il governo "non ha giustificato", i cui "effetti sui fondamentali della democrazia sono estremi" ha detto la presidente della Corte Brenda Marjorie Hale.  

Fonti Downing Street: "Sentenza straordinaria"  

Per lo speaker del Parlamento, John Bercow, la sentenza della Corte Suprema "ha rivendicato il diritto e il dovere del Parlamento di riunirsi in un momento cruciale per controllare l'esecutivo e ritenere responsabili i ministri". Lo speaker ha annunciato di aver dato istruzioni per la ripresa dei lavori del Parlamento. Non una riconvocazione della Camera, che non è stata doverosamente sospesa, ha sottolineato alludendo al contenuto della sentenza pronunciata oggi. Bercow ha detto che intende far riunire il Parlamento domani alle 11.30.  

In particolare, nella sua pronuncia la Corte ha stabilito che il suggerimento dato dal premier Johnson alla Regina sull'opportunità di procedere alla sospensione del Parlamento "era illegale, nullo e di nessun effetto". Questo implica, ha proseguito Lady Hale, che la sospensione non ha alcun effetto, che il Parlamento non è sospeso. La Corte Suprema nella sentenza ha sottolineato che il Parlamento deve poter avere voce su un cambiamento così importante come la Brexit. "La prolungata sospensione della democrazia parlamentare è avvenuta in circostanze eccezionali: il cambiamento fondamentale che sarebbe intervenuto nella Costituzione del Regno Unito il 31 ottobre", si legge nel testo. "Il Parlamento, e in particolare la Camera dei Comuni come rappresentante eletto del popolo, ha diritto di parola sul come questo cambiamento debba avvenire. Gli effetti sui principi fondamentali della democrazia sono stati estremi" e "nessuna giustificazione per un atto dagli effetti così estremi è stata illustrata davanti alla Corte". "La Corte è tenuta pertanto a concludere - si legge ancora - che la decisione di suggerire a Sua Maestà di sospendere il Parlamento sia stata illegale perché ha avuto l'effetto di frustrare o impedire l'esercizio delle capacità del Parlamento nello svolgimento delle sue funzioni costituzionali senza giustificazione ragionevole".  

LE REAZIONI - Secondo il leader laburista Jeremy Corbyn la sentenza della Corte Suprema "dimostra che il primo ministro ha agito in modo sbagliato chiudendo il Parlamento e dimostra disprezzo per la democrazia e abuso di potere da parte sua". Corbyn, nel suo intervento al congresso del partito a Brighton, ha invitato il premier a "riconsiderare la sua posizione, secondo le sue parole storiche, e a diventare il primo ministro dal mandato più breve nella storia". "Mi metterò in contatto immediatamente" con lo speaker del Parlamento, ha annunciato il leader laburista, "per chiedere che sia riconvocato, in modo che possiamo chiedere al premier che obbedisca alla legge e riconosca che il nostro Parlamento è eletto dal nostro popolo perché chieda conto al governo delle proprie responsabilità. Un governo laburista lo avrebbe voluto, non bypasseremmo la democrazia". Johnson, ha esortato Corbyn, "obbedisca alla legge, tolga dal tavolo il no deal e convochi un'elezione per eleggere un governo che rispetti la democrazia, lo stato di diritto e riporti il popolo al potere, non usurpandolo nel modo in cui lo ha fatto Johnson".  

La decisione della Corte Suprema dimostra che il premier "ha fuorviato la Regina e il Paese: questo conferma quello che già sapevamo: Boris Johnson non è adatto a essere premier" ha attaccato il leader liberaldemocratico Jo Swinson, denunciando che il primo ministro "ha illegalmente silenziato i rappresentanti del popolo: vado a riprendere i miei compiti alla Camera dei Comuni e a fermare la Brexit". 

Durissimo il commento anche del leader del Brexit Party, Nigel Farage. La decisione di Boris Johnson di sospendere il Parlamento "è la decisione politica peggiore di sempre" ha detto Farage, che ha esortato il principale consigliere di Johnson, Dominic Cummings, a dimettersi. 

"Almeno un grande sollievo nella saga della Brexit: lo Stato di diritto nel Regno Unito è vivo e vegeto - ha commentato su Twitter il coordinatore per la Brexit del Parlamento Europeo Guy Verhofstadt - I Parlamenti non dovrebbero mai essere messi a tacere in una vera democrazia. Non voglio più sentire Boris Johnson o qualsiasi altro Brexiteer dire che l'Ue è antidemocratica". 

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