Corte Ue: il figlio di rifugiato nell’Unione ha diritto all’asilo

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Bruxelles, 9 nov. (askanews) - Il figlio di un rifugiato in uno Stato membro dell'Ue ha diritto all'asilo anche quando l'altro genitore, immigrato da un paese terzo, non ha lo status di rifugiato. Lo ha chiarito la Corte europea di Giustizia in una sentenza emessa oggi a Lussemburgo.

La vicenda riguarda una bambina tunisina di quatto anni, nata in Germania da madre tunisina e padre siriano, a cui le autorità tedesche avevano negato l'asilo. Il padre aveva ottenuto lo status di rifugiato nel 2015, ma l'asilo non era stato concesso invece alla madre, perché la Tunisia, di cui è cittadina, è riconosciuta come un paese che offre una protezione effettiva.

A nome della bambina, era stato presentato uno ricorso alla Corte amministrativa federale tedesca contro la decisione di negarle l'asilo; il giudice del ricorso aveva quindi deciso il rinvio pregiudiziale alla Corte europea di Giustizia.

La questione da chiarire era se dovesse essere concesso alla bambina lo status di rifugiato, in base al fatto che al padre era già stato concesso l'asilo, o se invece avesse ragione l'Ufficio federale per l'immigrazione, che aveva respinto la domanda in quanto la bambina è cittadina tunisina.

La concessione dello status di rifugiato, infatti, secondo la direttiva Ue 2011/95 sul sistema comune di asilo, prevede che siano soddisfatti due requisiti: il timore di persecuzioni e l'assenza di protezione contro atti di persecuzione da parte del paese terzo di cui è cittadino il richiedente.

Inoltre, ricorda la Corte, non esiste un diritto automatico all'estensione dello status di rifugiato ai familiari di un rifugiato che non hanno individualmente diritto alla concessione dell'asilo.

Tuttavia, in questo caso specifico la Corte Ue ha concluso che il sistema europeo comune di asilo non impedisce a uno Stato membro di riconoscere, ai fini del mantenimento dell'unità del nucleo familiare, lo status di rifugiato al figlio minore non coniugato di un cittadino di un paese terzo al quale è concesso l'asilo; e questo anche nel caso in cui il figlio sia nato nel territorio dello stesso Stato membro e possegga, tramite l'altro genitore, la cittadinanza di un altro paese terzo nel quale non sarebbe esposto al rischio di persecuzioni.

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