Corteo No Tav, violata la zona rossa: denunciati 40 manifestanti

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Sale la tensione al corteo dei No Tav che si sta svolgendo in queste ore di sabato 27 luglio. Un gruppo di manifestanti è infatti riuscito ad oltrepassare la cancellata che separa il comune valsusino di Giaglione al cantiere di Chiomonte, penetrando al’interno della cosiddetta zona rossa. Dopo aver aperto un primo varco nella cancellata, i manifestanti si sono diretti verso la seconda barriera situata sul torrente Clarea. Proprio da li, alcune persone stanno facendo marcia indietro, segno che non sono riusciti a varcare il secondo sbarramento.

Tensione al corteo No Tav

Nell’oltrepassare la cancellata, parte del corteo No Tav è così entrata nella zona rossa attorno al cantiere, area in cui la prefettura ha vietato l’ingresso. Per questo motivo, circa quaranta manifestanti No Tav sono stati denunciati dalla Digos. Tra quest numerosi membri del centro sociale Askatasuna compreso il leader Giorgio Rossetto. Nei pressi del presidio raccoltosi di fronte alla recinzione della zona rossa, le Forze dell’Ordine sono state costrette a sparare dei lacrimogeni, al fine di evitare tentativi di irruzione. Lacrimogeni che sono stati contrastati dal lancio di petardi e bombe carta da parte di alcuni manifestanti.

Malgrado il violento nubifragio che ha colpito la zona poche ore prima della manifestazione, il corteo è partito ugualmente dividendosi subito in due tronconi principali. Mentre la gran parte dei manifestanti – uno speaker ha parlato di 15mila persone – è infatti rimasta sulla via principale che costeggia il comune di Giaglione, un gruppo più ristretto si è invece diretto sui sentieri al fianco della montagna. L’obiettivo di questi ultimi, peraltro già dichiarato in precedenza, era infatti proprio quello di penetrare all’interno della zona rossa avvicinandosi così al cantiere di Chiomonte.

Confermati gli impegni sulla Tav

Nel frattempo il ministero dei Trasporti ha confermato la futura realizzazione della Tav con una lettera spedita all’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti. L’agenzia della Commissione Europea aveva infatti chiesto dei chiarimenti nei giorni scorsi in merito al completamento dell’opera. Una conferma che segue le dichiarazioni di questa settimana del Premier Giuseppe Conte sugli svantaggi economici nel non realizzare la Tav.

Come fanno sapere fonti di Bruxelles, la lettera è stata fatta pervenire da un ufficio tecnico del ministero dei Trasporti. Proprio per questo non è stata necessaria la firma del ministro Danilo Toninelli, da sempre grande oppositore della Tav Torino-Lione.